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Biennale Architettura di Venezia 2023 The Laboratory of the Future

La Biennale d'Architettura di Venezia 2023: le mostre e gli artisti dei padiglioni, gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le sedi espositive.

Biennale d'Architettura 2021  a Venezia
18° Biennale Architettura di Venezia - Giardini, Corderie, Arsenale - Città di Venezia

Mostra in corso dal 20 maggio al 26 novembre 2023

Apre al pubblico sabato 20 maggio ai Giardini, all’Arsenale e a Forte Marghera la 18° Mostra Internazionale di Architettura dal titolo The Laboratory of the Future a cura di dall'architetta, docente di architettura e scrittrice Lesley Lokko.

Notizie sulla 18° Biennale Architettura di Venezia

– La curatrice sarà l'architetta, docente di architettura e scrittrice Lesley Lokko.
– La Cerimonia di premiazione inaugurazione si svolgerà sabato 20 maggio 2023.

Premiati della Biennale d'Architettura di Venezia 2023

– Il Leone d’oro alla carriera della 18. Mostra Internazionale di Architettura è stato attribuito a Demas Nwoko, artista, designer e architetto nigeriano.
Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale al BRASILE con Terra [Earth]. Sede: Giardini.
Una menzione speciale è stata attribuita alla Partecipazione Nazionale alla GRAN BRETAGNA con Dancing Before the Moon.
Leone d’oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale a DAAR di Alessandro Petti e Sandi Hilal (Stockholm; Bethlehem) Dangerous Liaisons section. Corderie dell’Arsenale.
Leone d’argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra Internazionale a Olalekan Jeyifous (Brooklyn, USA) Olalekan Jeyifous (n. Ibadan, Nigeria, 1977). Sede: Padiglione Centrale, Giardini.
– La Giuria ha inoltre deciso di assegnare tre menzioni speciali ai seguenti partecipanti: Twenty Nine Studio / Sammy Baloji (Brussels, Belgium) Sammy Baloji (n. Lubumbashi, Democratic Republic of the Congo, 1978) Dangerous Liaisons section. Sede: Corderie dell’Arsenale. Wolff Architects (Cape Town, Republic of South Africa) Ilze Wolff (n. Cape Town, Republic of South Africa, 1980); Heinrich Wolff (n. Johannesburg, Republic of South Africa, 1970) Dangerous Liaisons section. Sede: Corderie dell’Arsenale. Thandi Loewenson (London, UK) Thandi Loewenson (n. Harare, Zimbabwe, 1989) Force Majeure section. Sede: Padiglione Centrale, Giardini.

La 18° Biennale d'Architettura di Venezia 2023

La Mostra Internazionale comprende i lavori di 64 partecipanti provenienti da Paesi, di cui oltre la metà provenienti dall’Africa o dalla diaspora africana. L’equilibrio di genere è paritario e l’età media dei partecipanti è di 43 anni, mentre scende a 37 nella sezione Progetti Speciali della Curatrice, in cui il più giovane ha 24 anni. Il 46% dei partecipanti considera la formazione come una vera e propria attività professionale e, per la prima volta in assoluto, quasi la metà dei partecipanti proviene da studi a conduzione individuale o composti da un massimo di cinque persone. In tutte le sezioni della Mostra, oltre il 70% delle opere esposte è stato progettato da studi gestiti da un singolo o da un team molto ristretto.

L'esposizione è divisa in 6 sezioni: Force Majeure, Dangerous Liaisons, Curator’s Special Projects, Special Participations, Guests from the Future e Carnival.

Presentazione della Biennale d'Architettura da parte della curatrice Lesley Lokko

Che cosa significa essere ‘un agente di cambiamento’? La domanda ha accompagnato il periodo di gestazione di The Laboratory of the Future, fungendo sia da matrice sia da forza vitale della mostra che si dispiegava nell’occhio della mente, dove ora aleggia, quasi al momento della sua nascita. Negli ultimi nove mesi, in centinaia di conversazioni, messaggi, chiamate Zoom e riunioni, è emersa più volte la questione se mostre di questa portata siano giustificate, sia in termini di emissioni di carbonio sia di costi. Nel maggio dello scorso anno ho definito più volte la Mostra ‘una storia’, una narrazione che si sviluppa nello spazio. Oggi la mia interpretazione è cambiata. Un’esposizione di architettura è contemporaneamente un momento e un processo. Attinge la sua struttura e il suo formato dalle mostre d’arte, ma differisce dall’arte per aspetti cruciali che spesso passano inosservati.

Oltre al desiderio di raccontare una storia, le questioni relative a produzione, risorse e rappresentazione sono centrali per il modo in cui nasce una mostra di architettura, ma raramente vengono riconosciute o discusse. Fin dall’inizio, era chiaro che il gesto essenziale di The Laboratory of the Future sarebbe stato il cambiamento. All’interno di quelle stesse discussioni che cercavano di giustificare l’esistenza della Mostra, c’erano conversazioni difficili e spesso emotive riguardanti risorse, diritti e rischi.

Per la prima volta in assoluto, i riflettori sono puntati sull’Africa e sulla diaspora africana, quella cultura fluida e ingarbugliata di persone di origine africana che oggi attraversa il globo. Che cosa vogliamo dire? In che modo ciò che diciamo cambierà qualcosa? E, forse cosa più importante, in che modo quello che diciamo interagirà con e pervaderà ciò che dicono gli ‘altri’, affinché la mostra non sia una singola storia, ma molteplici storie che riflettono l’enigmatico e meraviglioso caleidoscopio di idee, contesti, aspirazioni e significati con cui ogni voce risponde alle questioni del suo tempo?

Si dice spesso che la cultura sia la somma totale delle storie che raccontiamo a noi stessi e di noi stessi. Manca tuttavia in questa affermazione un qualsiasi riconoscimento di chi sia il ‘noi’ in questione. In architettura in particolare, è stata storicamente dominante una voce singolare ed esclusiva, la cui portata e il cui potere ignorano enormi fasce di umanità – finanziariamente, creativamente, concettualmente – come se avessimo ascoltato e parlato in una sola lingua.

La ‘storia’ dell’architettura è quindi incompleta. Non sbagliata, ma incompleta. È in questo contesto che le mostre hanno un peso particolare. Sono un momento unico in cui ampliare, cambiare o raccontare una nuova storia, il cui pubblico e il cui impatto si fanno sentire ben oltre le mura fisiche e gli spazi che la ospitano. Ciò che diciamo pubblicamente è importante, perché è il terreno su cui si costruisce il cambiamento, a piccoli passi e anche con balzi da gigante.

The Laboratory of the Future non ha un’impronta didattica. Non conferma direzioni, non offre soluzioni o impartisce lezioni. Invece, è intesa come un momento di rottura, un agente di cambiamento, dove lo scambio tra partecipante, mostra e visitatore non è passivo o predeterminato. Lo scambio è inteso come reciproco, importante e imprevedibile nella sua forma, in cui ogni partecipante viene trasformato dall’incontro e incoraggiato a proseguire verso un altro futuro.

Comunicato stampa della Biennale d'Architettura

“The Laboratory of the Future è una mostra divisa in sei parti. Comprende 89 partecipanti, di cui oltre la metà provenienti dall’Africa o dalla diaspora africana. L’equilibrio di genere è paritario e l’età media dei partecipanti è di 43 anni, mentre scende a 37 nella sezione Progetti Speciali della Curatrice, in cui il più giovane ha 24 anni. Il 46% dei partecipanti considera la formazione come una vera e propria attività professionale e, per la prima volta in assoluto, quasi la metà dei partecipanti proviene da studi a conduzione individuale o composti da un massimo di cinque persone. In tutte le sezioni della Mostra, oltre il 70% delle opere esposte è stato progettato da studi gestiti da un singolo o da un team molto ristretto. (…)”

“Al cuore di ogni progetto c’è lo strumento principe e decisivo: l’immaginazione – ha spiegato Lesley Lokko. È impossibile costruire un mondo migliore se prima non lo si immagina. The Laboratory of the Future inizia nel Padiglione Centrale ai Giardini, dove sono stati riuniti 16 studi che rappresentano un distillato di force majeure (forza maggiore) della produzione architettonica africana e diasporica. Si sposta poi nel complesso dell’Arsenale, con la sezione Dangerous Liaisons (Relazioni Pericolose) – presente anche a Forte Marghera, a Mestre - affiancata a quella dei Progetti Speciali della Curatrice, che per la prima volta è una categoria vasta quanto le altre. In entrambi gli spazi sono presenti opere di giovani “practitioner” africani e diasporici, i Guests from the Future (Ospiti dal Futuro), il cui lavoro si confronta direttamente con i due temi della Mostra, la decolonizzazione e la decarbonizzazione, fornendo un’istantanea delle pratiche e delle modalità future di vedere e di stare al mondo. (…) Abbiamo espressamente scelto di qualificare i partecipanti come “practitioner” – ha chiarito la Curatrice - e non come “architetti”, “urbanisti”, “designer”, “architetti del paesaggio”, “ingegneri” o “accademici”, perché riteniamo che le condizioni dense e complesse dell’Africa e di un mondo in rapida ibridazione richiedano una comprensione diversa e più ampia del termine “architetto”. – (Testo integrale di Lesley Lokko allegato)

Eventi collaterali della 18° Biennale d'Architettura

Sono 9 gli Eventi Collaterali ammessi dal Curatore e promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro. Organizzati in diverse sedi della città di Venezia, propongono un'ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la Mostra.

Giuria della 18° Biennale d'Architettura 2023

Ippolito Pestellini Laparelli (presidente, Italia); Nora Akawi (Palestina); Thelma Golden (USA); Tau Tavengwa (Zinbabwe); Izabela Wieczorek (Polonia),

La Giuria assegnerà i seguenti premi ufficiali:

Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale
Leone d’oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale
Leone d’argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra Internazionale

La Giuria avrà anche la possibilità di assegnare:

– un massimo di una menzione speciale alle Partecipazioni Nazionali
– un massimo di due menzioni speciali ai partecipanti alla Mostra Internazionale

Biennale d'Architettura 2023 a Venezia

Tutti i Padiglioni della 18° Biennale Architettura di Venezia 2023 The Laboratory of the Future

Tutti i Padiglioni nazionali della Biennale d'Architettura di Venezia 2023: le mostre e gli artisti dei padiglioni, gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le sedi espositive.

Padiglioni della Biennale d'Architettura 2023 a Venezia

Padiglioni della 18° Biennale Arte di Venezia

- Padiglione Venezia S
- Padiglione Italia Ognuno appartiene a tutti gli altri
- Padiglione Albania Untimely Meditations or: How We learn to live in Synthesized Realities
- Padiglione Arabia Saudita Irth
- Padiglione Argentina El Futuro del Agua
- Padiglione Australia unsettling Queenstown
- Padiglione Austria Partecipazione / Beteiligung
- Padiglione Bahrain Sweating Assets
- Padiglione Belgio In Vivo
- Padiglione Brasile Terra [Earth]
- Padiglion Bulgaria Education is the movement from darkness to light
- Padiglione Canada Not for sale!
- Padiglione Cile Moving Ecologies
- Padiglione Cina Renewal: a symbiotic narrative
- Padiglione Cipro From KHIROKITIA to MARS
- Padiglione Corea 2086: Together How?
- Padiglione Croazia Same as it Ever Was
- Padiglione Danimarca Coastal Imaginaries
- Padiglione Egitto NiLab - Il Nilo come laboratorio
- Padiglione Emirati Arabi Uniti Aridly Abundant
- Padiglione Estonia Home Stage
- Padiglione Filippine Tripa de Gallina: Guts of Estuary
- Padiglione Finlandia Huussi-Imagining the Future History of Sanitation
- Padiglione Francia Ball Theater
- Padiglione Georgia gennaio febbraio marzo
- Padiglione Germania Open for Maintenance – Wegen Umbau geöffnet
- Padiglione Giappone Architecture, a place to be loved — when architecture is seen as a living creature
- Padiglione Gran Bretagna Dancing Before the Moon
- Padiglione Granducato di Lussemburgo Down to Earth
- Padiglione Grecia Bodies of water
- Padiglione Grenada Walking on Water
- Padiglione Irlanda In Search of Hy-Brasil
- Padiglione Israele cloud-to-ground
- Padiglione Italia SPAZIALE: Ognuno appartiene a tutti gli altri
- Padiglione Kosovo rks² transcendent locality
- Padiglione Kuwait Rethinking Rethinking Kuwait
- Padiglione Lettonia T/C LATVIJA (TCL)
- Padiglione Lituania Children's Forest Pavilion
- Padiglione Macedonia del Nord Stories of the Summer School of Architecture in the St. Joakim Osogovski Monastery 1992 - 2017
- Padiglione Messico Infraestructura utópica: la cancha de básquetbol campesina / Utopian Infrastructure: The Campesino Basketball Court
- Padiglione Messico Infraestructura utópica: la cancha de básquetbol campesina / Utopian Infrastructure: The Campesino Basketball Court
- Padiglione Montenegro Mirages of the Future (MNE)
- Padiglione Niger Archifusion
- Padiglione Paesi Bassi Plumbing the System
- Padiglione Paesi Nordici (Finlandia, Svezia, Norvegia) Joar Nango – Girjegumpi: The Sámi Architecture Library
- Padiglione Panama Stories from beneath the water
- Padiglione Perù Walkers in Amazonia
- Padiglione Polonia Datament
- Padiglione Portogallo FERTILE FUTURES
- Padiglione Repubblica Ceca The Office for a Non-Precarious Future
- Padiglione Romania NOW, HERE, THERE
- Padiglione Santa Sede Amicizia Sociale: incontrarsi nel giardino
- Padiglione San Marino OSPITE OSPITANTE
- Padiglione Serbia IN REFLECTIONS. 6°27’48.81”N 3°14’49.20”E
- Padiglione Singapore WHEN IS ENOUGH, ENOUGH? The Performance of Measurement
- Padiglione Slovenia +/- 1 °C: In Search of Well-Tempered Architecture
- Padiglione Spagna FOODSCAPES
- Padiglione Stati Uniti d'America Everlasting Plastics
- Padiglione Sud Africa The Structure of a People
- Padiglione Svizzera „ Neighbours“
- Padiglione Thailanda elephant
- Padiglione Turchia Ghost Stories: Carrier Bag Theory of Architecture
- Padiglione Ucraina Before the Future
- Padiglinoe Ungheria Reziduum – The Frequency of Architecture
- Padiglione Uruguay En Ópera. Escenarios futuros de una joven Ley Forestal
- Padiglione Uzbekistan Unbuild Together, Archaism vs Modernity
- Padiglione Venezuela Universidad Central de Venezuela, Patrimonio de la Humanidad en recuperación. Ciudad Universitaria de Caracas.

Eventi collaterali della 18° Biennale Architettura di Venezia

La Biennale di Venezia inoltre prevede un catalogo di eventi, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro esposizioni e le loro iniziative a Venezia in contemporanea con la 17° Esposizione Internazionale d'Architettura di Venezia.

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Giardni della Biennale d'Arte 2019 a Venezia

Sede espositiva della Biennale Architettura dei Giardini di Venezia

La sede dei Giardini rappresenta il nucleo della Mostra della Biennale fin dalla prima edizione che si tenne nel 1985. I Giardini della Biennale sono parte dei Giardini Napoleonici - l'altra parte è destinata a verde pubblico - realizzati tra il 1807 e il 1812 su progetto dell'architetto neoclassico Giannantonio Selva (1751 – 1819) demolendo le chiese di San Domenico e di Sant'Antonio.
La prima costruzione del Padiglione Centrale fu seguita dai Padiglioni Nazionali costruiti a partire dal 1907 i quai furono firmati da artisti e architetti riconosciuti nel panorama internazionale.
All'interno dei Giardini, a parte i numerosi padiglioni nazionali, si trovano anche monumenti dedicati a personalità della cultura e della politica dell'Otto e Novecento italiano.

Spazi espositivi dei Giardini della Biennale di Venezia

- Padiglione Italia
- 29 Padigioni Nazionali
- Padiglione Stirling o del Libro
- Biblioteca della Biennale con oltre 150 mila volumi

I Padiglioni nazionali furono tutti costruiti su iniziativa delle singole nazioni esponenti alla Biennale secondo il seguente ordine:

1907: Belgio (Léon Sneyers)
1909: Ungheria (Géza Rintel Maróti), restaurato da Benkhard Agosto nel 1958
1909: Germania (Daniele Donghi), demolito e riedificato nel 1938 (Ernst Haiger)
1909: Gran Bretagna (Edwin Alfred Rickards)
1912: Francia (Umberto Bellotto)
1912: Olanda (Gustav Ferdinand Boberg), demolito e riedificato nel 1953 (Gerrit Thomas Rietveld) 
1914: Russia (Aleksej V. Scusev)
1922: Spagna (Javier De Luque) con facciata rinnovata nel 1952 da Joaquin Vaquero Palacios
1926: Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca (Otakar Novotny)
1930: Stati Uniti d'America (Chester Holmes Aldrich e William Adams Delano)
1932: Danimarca (Carl Brummer) ampliato nel 1958 da Peter Koch
1932: Padiglione Venezia (Brenno Del Giudice), ampliato nel 1938
1934: Austria (Josef Hoffmann)
1934: Grecia (M. Papandréou - B. Del Giudice)
1952: Israele (Zeev Rechter)
1952: Svizzera (Bruno Giacometti)
1954: Venezuela (Carlo Scarpa)
1956: Giappone (Takamasa Yoshizaka)
1956: Finlandia (Padiglione Alvar Aalto)
1958: Canada (Gruppo BBPR, Gian Luigi Banfi, Ludovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers)
1960: Ex-magazzino della Biennale conferito all'Uruguay 
1962: Paesi Nordici: Svezia, Norvegia, Finlandia (Sverre Fehn)
1964: Brasile (Amerigo Marchesin)
1987: Australia (Philip Cox), riedificato nel 2015 (J.Denton, B.Corker, B.Marshall)
1995: Corea (Seok Chul Kim e Franco Mancuso)

Servizi dello spazio espositivo dei Giardini della Biennale di Venezia

- Bar
- Ristorante
- Bookshop
- Infopoint
- Servizio guardaroba gratuito
- Noleggio gratuito passeggino
- Fasciatoio
- Sono ammessi animali al guinzaglio di piccola taglia nell'area verde dei Giardini

Come raggiungere i Giardini della Biennale di Venezia

Da Piazzale Roma e dalla Ferrovia i Giardini della Biennale sud si raggiungono in vaporetto con le linee 4.1, 5.1, 6 (la più rapida), 1 con fermata Giardini.
Da Rialto si arriva in vaporetto con le linee 1 con fermata Giardini oppure 2 fino a San Marco e poi cambio linee da San Marco (vedi sotto).
Da Piazza San Marco si arriva in vaporetto con le linee 4.1, 5.1, 1 con fermata Giardini oppure a piedi lungo Riva degli Schiavoni in 15 minuti oppure con linea.

Sede espositiva della Biennale dell'Arsenale di Venezia

L'Arsenale, in seguito a un progetto di recupero importante, iniziò a ospitare la Biennale d'Arte dal 1980; negli anni inoltre lo spazio dell'Arsenale si è ingrandito aggiungendo sempre maggiori spazi: il Teatro alle Tese e il Teatro Piccolo Arsenale (2000), il Giardino delle Vergini (2009), le Sale d'Armi (2015).

Spazi espositivi dell'Arsenale per la Biennale di Venezia

- Padiglione Italia
- Padigioni Nazionali
- Corderie
- Teatro alle Tese
- Teatro Piccolo Arsenale
- Giardino delle Vergini
- Sale d'Armi
- Artiglierie
- Ponte dei Pensieri
- Isolotto
- Gaggiandre
- Fonderie e Comparto Bombarde

Servizi dello spazio espositivo dell'Arsenale di Venezia

- Bar
- Ristorante
- Bookshop
- Infopoint
- Servizio di trasporto di cortesia con auto elettriche per i visitatori con ridotte capacità motorie
- Guardaroba gratuito per piccole borse, ombrelli, zainetti
- Sono ammessi animali al guinzaglio di piccola/media taglia solo nell’area verde dei Giardini
- Non è possibile depositare bagagli e valigie

Come raggiungere l'Arsenale di Venezia

Da Piazzale Roma e dalla Ferrovia l'Arsenale sud si raggiunge in vaporetto con le linee 4.1, 1 e fermata Arsenale o a piedi da Riva degli Schiavoni e dai Giardini (linea 6) in pochi minuti a piedi.
Da Rialto si arriva in vaporetto con le linee 1 con fermata Arsenale oppure 2 fino a San Marco e poi cambio linee da San Marco (vedi sotto).
Da Piazza San Marco si arriva in vaporetto con le linee 4.1, 1 con fermata Arsenale oppure a piedi lungo Riva degli Schiavoni in 15 minuti oppure con linea.

Storia della Biennale d'Arte

Nel 1890 Riccardo Selvatico (1849 – 1901), commediografo e poeta italiano, allora appena eletto sindaco di Venezia (1890 – 1895), in sinergia con altri esponenti culturali come il politico Antonio Fradeletto, il pittore Mario de Maria (1852 – 1924), iniziò a definire il progetto di una mostra d'arte contemporanea a cadenza biennale che potesse conferire a Venezia una centralità nel mondo e nel mercato dell'arte mondiale.

Con il sindaco precedente Lorenzo Tiepolo, grazie all'attivismo del Fradelettto e dell'assessore alla pubblica istruzione Giovanni Bordiga, futuro fondatore dello IUAV (1926) e primo presidente della Biennale d'Arte a non essere sindaco della città (1849 – 1901), fu organizzata la prima Esposizione nazionale di pittura e scultura nel 1887; questo evento fu il detonante per la creazione della futura Biennale d'Arte di Venezia.

Il Consiglio Comunale, presieduto dal Selvatico, deliberò nel 1893 l'istituzione dellEsposizione Biennale Artistica Nazionale da inaugurare il 22 aprile 1894. Ma mancando la sede espositiva si decise per i Giardini Napoleonici dove fu eretto il Palazzo dell'Esposizione su progetto dell'architetto Enrico Trevisanato, e intervento in facciata neoclassica del pittore veneziano Marius De Maria. Il Palazzo fu prima chiamato "Pro Arte", poi Palazzo Italia.
Le porte della I Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia, alla presenza dei sovrani Umberto I e Margherita di Savoia, aprirono finalmente il 30 aprile 1895 a un pubblico che subito si dimostrò vorace d'arte tanto che la prima edizione arrivò a segnare il numero incredibile di 224 mila visitatori.

Durante le prime edizioni, e poi in parte fino agli anni Novanta del XX secolo, i partecipanti stranieri furono ospitati a Palazzo Italia. I primi a costruire il proprio padiglione furono i belgi con l'architetto Léon Sneyers nel 1907. Seguirono l'Ungheria (1909), la Germania (1909), la Gran Bretagna (1909), la Francia (1912), la Russia (1914) prima della pausa forzata durante la Prima Guerra Mondiale che fece saltare le due edizioni del '16 e '18. Prima però il Fradeletto ebbe il tempo di far togliere un Picasso dal Padiglione Italia (1914), Salone Spagnolo, per evitare - secondo lui - di turbare il pubblico.

Orari: Giardini e Arsenale dalle 10.00 alle 18.00 dal 22.05 al 31.07 dalle 11.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.45). Dal 1.08 al 21.11 dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.45). Forte Marghera dal 19.05 al 22.11 dalle 9 alle 20 (lun. – gio.) e dalle 9 alle 22 (ven. – dom.).
Biglietti: intero € 25, ridotto 20.
Telefono: +39.041.5218828; fax +39.041.5218704
E-mail: promozione@labiennale.org
Sito web: Biennale di Venezia



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