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Museo Correr di Venezia

Il Museo Correr a San Marco Venezia: come arrivare, la collezione esposta, la storia, gli orari, i contatti, il costo e i prezzi per l'acquisto dei biglietti e le informazioni utili per la visita.

Museo Correr Venezia
Museo Correr - Piazza San Marco, San Marco 52 - Venezia

Il Museo Civico Correr è ospitato nella cosiddetta Ala Napoleonica o Procuratie Novissime, un ramo delle Procuratie di fronte alla Basilica, che si affaccia su Piazza San Marco: l'edificio fu voluto da Napoleone per esigenze cerimoniali e fu realizzato previa distruzione di una chiesa del Sansovino che era molto cara ai Veneziani fin dal Cinquecento.
Il Museo Correr prende il nome da Teodoro Correr (1750-1830), ultimo discendente dell'omonima famiglia patrizia e abile collezionista, che decise di lasciare le sue opere alla città di Venezia.
Il Museo è aperto dal 1922 e vi si organizzano numerose mostre d'arte durante tutto l'anno.



Il Museo fa parte del complesso dei Musei Civici di Venezia che comprende la Casa Goldoni, il Museo Ca' Pesaro, il Museo Ca' Rezzonico, il Museo Correr, il Museo del Costume di Palazzo Mocenigo, il Museo del Merletto di Burano, il Museo del Vetro di Murano, il Museo di Palazzo Ducale, il Museo di Palazzo Fortuny, il Museo di Storia Naturale, la Torre dell'Orologio o dei Mori.

Museo Civico Correr

Il Museo Correr si divide nelle seguenti sezioni:

- Stanze dell’Imperatrice Sissi: residenza in laguna della sovrana in visita a Venezia.
- Sale Neoclassiche: ospitano opere di Antonio Canova (1757-1822) tra cui molti gessi preparatori.
- Wunderkammer: ospita 300 opere tra dipinti e preziosi manufatti.
- Civiltà veneziana: nelle Procuratie Nuove vengono illustrati aspetti della vita pubblica e politica di Venezia.
- La Quadreria: al secondo piano ospita capolavori dell’arte veneta dalle origini fino al Cinquecento.

Salone da Ballo - Museo Correr

Salone da Ballo Museo Correr Venezia
Per accedere al primo itinerario del museo si attraversa il grande salone che fu progettato da Lorenzo Santi a partire dal 1822 e decorato da Giuseppe Borsato nel 1836 e nel 1837; il risultato è un ambiente sfarzoso e ricco in stile Impero caratterizzato da raffinatezza delle decorazioni: le colonne sono scanalate e rivestite di stucco lucido con capitelli dorati in stile corinzio e lungo i lati brevi alloggiano superiormente uno spazio curvo e absidato in cui durante le feste si disponevano le orchestre.

Le pareti laterali presentano lesene corinzie che delimitano spazi che alloggiano pannelli decorativi.
Il soffitto è anch'esso sontuosamente decorato e ospita al centro l'affresco di Odorico Politi (1785-1846) La Pace circondata da virtù e Geni dell'Olimpo che vuole essere metafora della restaurazione dell'ordine in città seguita alle temperie del periodo napoleonico.
Affresco La Pace Salone da Ballo Museo Correr Venezia

Stanze dell’Imperatrice Sissi - Museo Correr

La decorazione di queste stanze fu realizzata tra il 1836 e il 38 per l'arrivo dell'Imperatore Ferdinando I, incoronato re del lombardo-veneto a Milano nel '38, e poi tra il 1854 e il 1856 per la visita di stato di Francesco Giuseppe ed Elisabetta, detta "Sissi", che si tenne tra novembre del 1856 e il gennaio del 1857. Sissi inoltre soggiornò in questo palazzo per 7 mesi tra l'ottobre del 1861 e il maggio del 1862.
Le 9 sale furono aperte al pubblico nel 2012 dopo il recupero e un attento restauro poiché prima erano destinate a uffici pubblici.

Sala dei Pranzi settimanali - Museo Correr

Sala dei Pranzi settimanali Museo Correr Venezia
La bella sala testimonia l'apprezzamento per lo stile Neoclassico ancora in epoca romantica.
Qui si tenevano i pranzi non ufficiali ed era anche usata come anticamera della seguente Sala del Trono Lombardo-Veneto; la decorazione è opera di Giuseppe Borsato nel 1836 e presenta alle pareti affreschi policromi raffiguranti candelabri in riquadri incorniciati da motivi lineari e colori grigio-viola e verde-oro e intervallati da figure alate a rilievo in stucco dorato. Il soffitto è a volta con decorazioni a "grottesche" ed è delimitato inferiormente da un fregio decorato con divinità marine. L'arredo presenta mobili risalenti all'Età Neoclassica.

Sala del Trono Lombardo-Veneto - Museo Correr

Sala del Trono Museo Correr Venezia
La successiva sala, sempre affrescata da Borsato nel 1838, fu concepita come sala del trono in occasione dell'arrivo a Venezia dell'imperatore Ferdinando I, nella veste di re del Lombardo-Veneto, ma divenne presto la sala d'attesa della successiva Sala delle Udienze dell'Imperatrice Sissi.

La tappezzeria alle pareti in rosso e oro è opera di Rubelli di Venezia e riproduce quella che fu messa nel 1854 che resta sotto l'attuale. Il ricco soffitto a volta poggia su un fregio decorato a chiaroscuro con elementi architettonici realizzati a trompe l’oeil e riquadri con armi classiche; presenta i due stemmi del Regno lombardo-veneto, col biscione, simbolo dei Visconti di Milano e il leone di San Marco di Venezia, con in cima la Corona Ferrea, simbolo del potere imperiale, sorretta figure allegoriche a coppie.
Il mobilio è originale in Stile Impero, tipico del Neoclassicismo, mentre il lampadario settecentesco è in vetro di Murano e presenta decorazione floreale policroma.
Fregio Sala del Trono Museo Correr Venezia

Sale delle Udienze - Museo Correr

Questa è l'ultima della successione di sale pubbliche prima degli Appartamenti di Sissi la quale usava questo ambiente per ricevere i suoi ospiti
Qui il soffitto presenta campiture in stucco con fregio decorato a grifi dorati su sfondo verde acqua marina; e il pavimento è in legno mentre alle pareti c'è una tappezzeria in rosso e crema, copia dell'originale sottostante risalente al 1854.
Rimangono del mobilio originale 10 poltrone veneziane settecentesche intagliate e dorate con i broccati in velluto e una specchiera barocca intagliata e dorata sopra il camino. Il lampadario in vetro di Murano e risale all'Ottocento mentre alle pareti si trova una tappezzeria in crema e rosso posta al di sopra dell'originale. Il quadro Il giuramento del primo doge Paoluccio Anafesto è firmato da Pietro Menegatti (1809-1848).
Sale delle Udienze - Museo Correr Venezia

Stanza da Bagno dell’Imperatrice - Museo Correr

Stanza Bagno Sissi - Museo Correr Venezia Da qui si entra negli appartamenti di Sissi; questa era la sala da bagno dove si trovava una vasca in marmo e presenta alle pareti una decorazione a marmorino di colore crema con riquadri di in stile classico e naturalistico sopra alle porte. Il lampadario settecentesco viene dall'Europa centrale.
Decorazione Stanza Bagno Sissi - Museo Correr Venezia

Stanza da Studio dell’Imperatrice

Stanza da Studio Sissi - Museo Correr Venezia
Era lo studio privato dove Sissi si dedicava a leggere e scrivere. Qui alle pareti vi sono figure in stile classico-rinascimentale, che si vedono anche sul fregio del soffitto, posti a fianco di grandi riquadri verdi voluti dai Savoia dopo il 1866. L'elegante e alto zoccolo in finto marmo è invece risalente all'epoca napoleonica.
In questa stanza dopo il 1866 i Savoia apportarono cambiamenti coprendo i riquadri con il verde visibile adesso. Il pavimento è in stile veneziano, il mobile secretaire in stile neo-barocco e il lampadario è ottocentesco di Murano con gocce in vetro soffiato e rappresenta la risposta alla moda dominante dei lampadari di Boemia del secolo in corso.
Decorazione Stanza da Studio Sissi - Museo Correr Venezia

Boudoir dell'Imperatrice - Museo Correr

Boudoir Sissi - Museo Correr Venezia
La stanza da toilette di Sissi presenta una decorazione realizzata da Giovanni Rossi nel 1854 con pareti e soffitto in marmorino grigio-azzurro che presentano inserti di cristalli. Stucchi bianchi e fiori policromi decorano la sala - tra questi mughetti e fiordalisi - che ospita in una parete La toeletta di Venere.
Il prezioso fregio del soffitto reca sopra le porte aquile in stucco dorato con gli stemmi dei regni d'Austria e di Baviera.

Al centro del soffitto si trova La dea protettrice delle arti che assume qui il volto della stessa Imperatrice; il lampadario di Boemia risale al primo Ottocento e presenta stile "a campana".
Toeletta di Venere Boudoir Sissi - Museo Correr Venezia

Stanza da letto dell'Imperatrice - Museo Correr

Stanza da letto dell'Imperatrice - Museo Correr Venezia
Qui dormì Sissi a partire dal 1856. Al soffitto rimane un decorazione neoclassica (1810) con comparti geometrici (Borsato) in cui s'inseriscono figure a fresco opera di Giovanni Bevilacqua raffiguranti Venere alla presenza di Giove, Giudizio di Paride, Toeletta di Venere, Venere e Peristera con Cupido).
Alle pareti si vede tappezzeria neo-barocca in blu e oro chiaro a motivi vegetali che è una riproduzione dell'originale conservata al di sotto di essa, opera di Rubelli Venezia; ci sono poi ritratti di Sissi e di Francesco Giuseppe, opera di Georg Martin Raab (Vienna 1821-1885), e tra le finestre una pala d'altare raffigurante La Trinità, opera di Carletto Caliari, figlio di Paolo Veronese.
Si conserva un letto in puro stile impero del figliastro di Napoleone, Eugenio Beauharnais, che fu vicerè del Regno d'Italia (1806-1814).

Anticamera degli Appartamenti - Museo Correr

Anticamera degli Appartamenti - Museo Correr
La stanza metteva in comunicazione i locali di Sissi con quelli di Francesco Giuseppe e presenta una decorazione in stile neoclassico, opera di Giuseppe Borsato (1810-11), a cassettoni con tondi e ottagoni con figure mitologiche che si ispirano ai ritrovamenti archeologici provenienti da Ercolano. Anche qui la tappezzeria rossa è una copia dell'originale che si conserva sotto e il lampadario ottocentesco è di stile neoclassico.
Soffitto Anticamera degli Appartamenti - Museo Correr

Sala ovale, "Sala dei pranzi giornalieri - Museo Correr

Sala Ovale Appartamenti Reali - Museo Correr
La Sala ovale in stile neoclassico unisce gli appartamenti reali, con bella vista sui Giardini e Bacino San Marco, e le sale di rappresentanza con affaccio su Piazza San Marco; fu usata anche per le colazioni, i pranzi e le cene private della coppia imperiale. Perciò da qui si diramano passaggi segreti usati dalla servitù per un servizio più rapido.
Le decorazioni sono sempre di Giuseppe Borsato (1810) con interventi di Giovanni Rossi (1854); si trovano nelle 8 vele della cupola raffigurazioni mitologiche medaglioni con uccelli e divinità (Nettuno, Apollo, Giunone, Api) e uccelli - ispirati a Pompei - mentre alle pareti tra le lesene in stucco si trovano pannelli rettangolari a motivi floreali con decorazione in oro e a chiaroscuro e altri con fiori policromi. Nella sala sono presenti due busti di Napoleone Bonaparte e della moglie Maria Luisa d'Austria dell'artista Luigi Pizzi (1810).
Cupola Sala Ovale Appartamenti Reali - Museo Correr

Sale Neoclassiche - Museo Correr

Si conservano in queste sale disegni autografi a matita e china di Antonio Canova, progetti che solo in alcuni casi sfociarono in una realizzazione statuaria finale. Oltre ai modelli in terracotta qui si conservano anche i gruppi scultorei Orfeo ed Euridice (177-76) e Dedalo ed Icaro (1778-79) realizzati da un giovanissimo Antonio Canova.

Sala delle Vedute - Museo Correr

Sale Neoclassiche Dedalo e Icaro - Museo Correr

La bella Sala delle Vedute, opera di Giovanni Borsato (1811), espone l'opera giovanile di Antonio Canova Dedalo ed Icaro (1778-79) commissionatagli dal Procurator Pietro Vettori Pisani per il suo Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande. A soli 20 anni Canova esprime il suo genio contrapponendo due stili nei personaggi; in stile classico Icaro mentre Dedalo assume una aspetto naturalistico tipico della pittura setetcentesca veneziana (Piazzetta).

La scultura fu presentata alla Fiera della Sensa del 1777 garantendogli 100 zecchini d'oro che l'artista investì fruttuosamente per il suo seguente soggiorno romano.

Canova ancora giovanissimo espose nella Fiera della Sensa il gruppo di Dedalo e Icaro che puossi tuttavia ammirare nel Palazzo Pisani a S. Polo. L'artista ardì ancor egli innalzarsi sulle ali del genio fino all'apice della gloria; ma non ebbe già la sventurata sorte dell'imprudente giovane da lui scolpito. Canova si è alzato e si è sostenuto nel suo sublime seggio, e già la posterità lo ha proclamato primo fra gli scultori del nostro secolo (Origini delle Feste Veneziane, Vol. 1).

Nel passaggio verso la Sala Ovale sono presenti anche i due Cesti di frutta (1774) realizzati da un Canova minorenne per la decorazione delle balaustre dello scalone di Ca' Farsetti. Di poco posteriore (1775-76) sono le due statue di Orfeo ed Euridice un tempo nella villa del Senatore Giovanni Falier di Asolo.
Sale Neoclassiche Orfeo ed Euridice, Canova - Museo Correr
La successiva incoronazione come scultore avvenne a Roma grazie ai monumenti funebri papali di cui qui si vedono calchi in gesso: qui trovano posto i calchi in gesso del Busto di Papa Clemente XIII, Carità e Speranza, Busto della Religione.

Esposti sono anche tre bassorilievi ispirati all'Iliade e all'Eneide (1787-92) che non furono mai tradotti in marmo ma contribuirono a fare di Canova il protagonista della cultura neoclassica che dominerà la scena artistica mondiale per decenni.
Sale Neoclassiche Bassorilievi Iliade Eneide Canova - Museo Correr

Stanze della Civiltà veneziana - Museo Correr

La sezione del museo si sviluppa nell'ala delle Procuratie Nove, opera dell'architetto Vincenzo Scamozzi (1552-1616), e illustra vari aspetti della società veneziana ai tempi della Serenissima.

Nella Sala della Libreria di Palazzo San Vidal, attuale sede del Conservatorio e un tempo appartenuto ai Pisani, si conservano manoscritti e stampe databili dal Cinquecento al Settecento. La libreria in legno massiccio presenta colonne corinzie scanalate e due livelli sovrapposti che marcano il passaggio dall'epoca classica cinquecentesca a quella barocca del Seicento.
Nella sala acnhe un lampadario settecentesco della fabbrica Briati di Murano.
Libreria Vidal - Museo Correr
Nelle Sale delle Magistrature si possono vedere ritratti dei Procuratori di San Marco e dei Senatori della Repubblica in abiti ufficiali. Sia questa sala che la precedente presenta lampadario in vetro di Murano del Settecento.

La Sala delle Monete conserva la ricca collezione numismatica che comprende pezzi dall'820 fino al 1797, anno della fine della Serenissima disposte in ordine cronologico in senso orario; dalle prime monete imperiali fino alla prima moneta dogale di Vitale II Michiel (1156-1172), passando al ducato d'argento del conquistatore di Constantinopoli Enrico Dandolo (1192-1205) e al ducato d'oro coniato nel 1285 dal Doge Giovanni Dandolo che poi cambiò nome con il doge Francesco Donà (1545-1153) in zecchino d'oro, moneta che si coniò sempre identica per tre secoli.
Sala delle Monete - Museo Correr

La Sala Venezia e il Mare presenta due modelli di galera e strumenti di navigazione dell'epoca testimoniano della talassocrazia secolare veneziana capace di durare secoli nell'Adriatico e nel Mediterraneo.
Alle pareti sono espsoti alcuni dipinti raffiguranti le battaglie navali di Venezia contro i Turchi nel 1571, 1690 e 1698.
Sala Venezia e il Mare - Museo Correr

Allo stesso settore sono dedicate la Sala dell'Arsenale, dedicata ai cantieri navali dell Serenissima e alle loro maestranze specializzate, e quella del Bucintoro, la famosa nave di rappresentanza usata dal Doge nella cerimonia annuale dello Sposalizio col Mare o Sensa. La nave, lunga 37 metri, fu trasformata in carcere alla fine della Serenissima e distrutto infine nel 1824. Ancora oggi se ne discute la ricostruzione che sarebbe peraltro costosissima.
Sono esposti dipinti tra cui la Pianta Acquarellata dell'Arsenale di Antonio Di Natale, il Ritratto di Angelo Memmo IV in veste di Capitano da Mar di Alessandro Longhi (1733-1813), l'Arte dei Marangoni e l'Arte dei Calafati.
Sala Arsenale - Museo Correr

Concludono l'esplorazione della Civiltà veneziana le sale dedicate alle Feste, alle Arti e ai Mestieri e ai Giochi. La prima sala espone bei dipinti di Joseph Heinz il Giovane (1600–1678), pittore tedesco autore de l'Ingresso del patriarca Federico Corner a San Pietro di Castello (un tempo la Basilica patriarcale di Venezia), La Caccia ai tori in campo San Polo (si teneva a Carnevale ed era offerta dai becheri o macellai alla cittadinanza) e Il fresco in barca, ovvero la parta di barca durante il Giorno dell'Ascensione in cui si celebrava lo Sposalizio di Venezia col Mare.

Nelle Sale delle Arti e Mestieri si illustra il ruolo delle corporazioni lavorative in città a partire dal '200, quando iniziò l'apertura delle Scuole laiche di confratelli appartenenti al ceto borghese, e quindi esclusi dall'amministrazione della città prerogativa dei patrizi, regolate dalla mariegola o carta capitolare. Alcune di queste nei decenni assunsero una ricchezza tale da poter costruire sedi sontuosi decorate con le opere dei più grandi artisti a partire dal Rinascimento, tanto da convertirsi in Scuole Grandi.

Due sale sono invece dedicate ai Giochi che in città, almeno nel Settecento, svolgevano un ruolo importante tra il popolo e i nobili; i primi li praticavano all'aperto nei campi mentre i secondi si riunivano nei ridotti, vere e proprie case da gioco appartenenti alla Serenissima dove si giocava allo Sbaraglino (il Blackjack), al Biribissi (la Roulette), a carte e a dadi. Il popolo invece si dedicava al pugilato con sfide epiche tra Nicolotti (San Polo, Santa Croce e Canaregio) e Castellani (Castello, San Marco, Doroduro) che si davano appuntamento sui ponti come sul Ponte dei Pugni a San Barnaba; oppure con la costruzione di grandi piramidi umane come si usa ancora oggi in molte città spagnole. Alle pareti si trovano dipinti raffiguranti i vincitori delle famose regate veneziane che segnano il calendario lagunare da sempre.

La Quadreria - Museo Correr

Quadreria - Museo Correr Venezia
Trovano posto qui i capolavori del museo che si presentano al secondo piano delle Procuratie Nove nell'allestimento creato da Carlo Scarpa (1957-60); delle 140 opere esposte molte provengono dal primo nucleo della collezione formato da Teodoro Correr (1750-1830), ultimo discendente dell'omonima famiglia patrizia e abile collezionista in un momento, quello napoleonico e austriaco, in cui molte famiglie patrizie tendevano a disfarsi delle testimonianze di un'epoca che appariva irrimedibilmente perduta.
Il percorso si snoda in senso cronologico a partire dal Trecento con i dipinti di Paolo e Lorenzo Veneziano, primi testimoni di quella scuola veneziana che praticò la prima cesura dai tratti bizantini, passando per i loro epigoni che furono protagonisti del periodo Gotico che assunse influssi dalla terraferma veneta, seguendo l'espansione territoriale della Serenissima.

Capolavori del Museo Correr

Pittura

- Geneaologie di Cristo di Paolo Veneziano (XIV secolo)
- San Giovanni Battista di Paolo Veneziano (XIV secolo)
- Crocifissione di San Salvador di Giovanni Bellini (1455-1460)
- Pietà di Cosmè Tura (1460)
- Trasfigurazione di Giovanni Bellini (1455-1460)
- Cristo morto sorretto da due cherubini (1460)
- Madonna col bambino di Giovanni Bellini (1470-1475)
- Cristo in pietà sorretto da tre angeli di Antonello da Messina (1474-1476)
- Ritratto del Doge Giovanni Mocenigo di Giovanni Bellini (1480)
- Due dame veneziane di Vittore Carpaccio (1490)
- Uomo con berretto rosso di Vittore Carpaccio (1490-1493)
- Veduta prospettica di Venezia di Jacopo de' Barbari (1500)
- Ritratto del doge Leonardo Loredan di Vittore Carpaccio (1501-05)

Scultura

- Orfeo ed Euridice di Antonio Canova (1777)
- Dedalo ed Icaro di Antonio Canova (1778-79)

Storia del Museo Correr

Su questa parte di Piazza San Marco fino alla fine del Settecento sorgeva la Chiesa di San Geminiano eretta su progetto di Jacopo Sansovino a metà del Cinquecento su di una precedente fondazione. Ai suoi lati vi erano come oggi le Procuratie Vecchie e Nuove, che furono con la Serenissima sedi amministrative e residenziali delle massime cariche politiche del governo veneziano dopo il Doge ossia i Procuratori di San Marco.

Con l'arrivo di Napoleone in laguna (1797), la fine della Repubblica il 12 maggio sancita dal Maggior Consiglio e il passaggio di fatto del potere nelle mani dei Francesi, fu decisa la demolizione della chiesa del Sansovino per destinare l'Ala Napoleonica a residenza del nuovo sovrano. Il progetto fu però portato a compimento solo in seguito alla Restaurazione (1815) e quindi l'edificio fu destinato ad accogliere i sovrani asburgici in visita a Venezia e il loro seguito di ambasciatori e cortigiani. Il Palazzo Reale così configurato si estendeva quindi per tutta l'ala appartenente alle Procuratie Nuove fino alla sede attuale della Marciana, di fronte a Palazzo Ducale. Il suo stile ha un'impronta fortemente monumentale e Neoclassica secondo il dominante gusto del tempo.

Il progetto che consegnò l'edificio ai posteri così com'è ora fu firmato dagli architetti G. A. Antolini, Giuseppe Soli e Lorenzo Santi i quali sovrintedettero ai lavori di realizzazione della doppia facciata, del portico e degli interni: il famoso scalone che porta alla ricca sala da ballo. Per la decorazione pittorica fu chiamato il veneziano Giuseppe Borsato.

Il nobile veneziano Teodoro Correr, morendo nel 1830, lasciò in eredità alla città di Venezia la sua collezione di libri ed opere d'arte alla quale si aggiunsero in seguito e nel Novecento altri lasciti importanti (Emmanuele Antonio Cicogna nel 1865 e Pompeo Molmenti negli anni '20). Dopo un primo periodo di stanziamento della collezione all'attuale Fondaco dei Turchi (dal 1887), attuale sede del Museo di Storia Naturale, la collezione iniziò a essere traslata nell'Ala Napoleonica a partire da fine Ottocento e il Museo aprì i battenti al pubblico nel 1922.

Come raggiungere Il Museo Correr

Il Museo Correr si trova a San Marco in Piazza San Marco. Da Rialto si raggiunge in 5 minuti a piedi.
Da Rialto, dalla Stazione e da Piazzale Roma si può prendere la linea 1 con fermata Vallaresso o San Zaccaria. Oppure la linea 2 (più veloce) con fermata San Zaccaria.

Guarda il Video dei Musei Civici del Museo Correr

Alcune immagini del Museo Correr e dei suoi dipinti

Immagini: 1. Ritratto del Doge Giovanni Mocenigo di Giovanni Bellini (1480); 2. Crocifissione di San Salvador di Giovanni Bellini (1455-1460); 3. Trasfigurazione di Giovanni Bellini (1455-1460); 4. Madonna col bambino di Giovanni Bellini (1470-1475); 5. Due dame veneziane di Vittore Carpaccio (1490); 6. Cristo morto sorretto da due cherubini (1460); 7. Pietà di Cosmè Tura (1460); 8. Uomo con berretto rosso di Vittore Carpaccio (1490-1493).
Orario: dal 1 aprile al 31 ottobre dalle 10.00 alle 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.00); dal 1 novembre al 31 marzo dalle 10.00 alle 17.00 (ingresso consentito fino alle 16.00). Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio.
Ingresso
: con MUSEUM CARD ( biglietto cumulativo per tutti i Musei Civici aperti e quelli collegati); intero € 20; ridotto € 13 (ragazzi da 6 a 14 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi; studenti* dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di studenti; cittadini U.E. ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice *è richiesto un documento). Gratuito per i residenti e nati nel Comune di Venezia; membri I.C.O.M.; bambini da 0 a 5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate e interpreti turistici che accompagnino gruppi o visitatori individuali; per ogni gruppo di almeno 15 persone, 1 ingresso gratuito (solo con prenotazione); volontari del Servizio Civile; partner ordinari MUVE; possessori MUVE Friend Card.
Offerta famiglie: biglietto ridotto per tutti i componenti, per famiglie composte da due adulti e almeno un ragazzo (dai 6 ai 18 anni).
Offerta scuola: € 5,50 a persona (valida nel periodo 1 settembre – 15 marzo) per classi di studenti di ogni ordine e grado, accompagnate dai loro insegnanti, con elenco dei nominativi compilato dall’Istituto di appartenenza.
Sito web: Museo Correr
Come arrivare Museo Correr VeneziaCome arrivare Venezia ↔ Piazza San Marco - Santa Croce - Venezia

Da dovunque ci si trovi a Venezia si deve arrivare in vaporetto a Piazza San Marco per poter raggiungere il Museo Correr. Da dovunque ci si trovi a Venezia si deve arrivare in vaporetto a San Marco ci sono numerose linee ACTV di vaporetto diurno.


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