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Museo Correr di Venezia

Il Museo Correr a San Marco Venezia: come arrivare, la collezione esposta, la storia, gli orari, i contatti, il costo e i prezzi per l'acquisto dei biglietti e le informazioni utili per la visita.

Museo Correr Venezia
Museo Correr - Piazza San Marco, San Marco 52 - Venezia

Il Museo Civico Correr è ospitato nella cosiddetta Ala Napoleonica, un ramo delle Procuratie di fronte alla Basilica di San Marco, che si affaccia su Piazza San Marco: l'edificio fu voluto da Napoleone per esigenze cerimoniali e fu realizzato previa distruzione di una chiesa del Sansovino che era molto cara ai Veneziani fin dal Cinquecento.
Il Museo Correr prende il nome da Teodoro Correr (1750-1830), ultimo discendente dell'omonima famiglia patrizia e abile collezionista, che decise di lasciare le sue opere alla città di Venezia.
Il Museo è aperto dal 1922 e vi si organizzano numerose mostre d'arte durante tutto l'anno.

Museo Civico Correr

Il Museo Correr si divide nelle seguenti sezioni:

- Stanze dell’Imperatrice Elisabetta: residenza in laguna della sovrana in visita a Venezia.
- Sale Neoclassiche: ospitano opere di Antonio Canova (1757-1822) tra cui molti gessi preparatori.
- Wunderkammer: ospita 300 opere tra dipinti e preziosi manufatti.
- Civiltà veneziana: nelle Procuratie Nuove vengono illustrati aspetti della vita pubblica e politica di Venezia.
- La Quadreria: al secondo piano ospita capolavori dell’arte veneta dalle origini fino al Cinquecento.

Stanze dell’Imperatrice Sissi


La decorazione di queste stanze fu relizzata tra il 1836 e il 38 per l'arrivo dell'Imperatore Ferdinando I e poi tra il 1854 e il 1856 per la visita di stato di Francesco Giuseppe ed Elisabetta, detta "Sissi", che si tenne tra novembre del 1856 e il gennaio del 1857. Sissi poi soggiornò in questo palazzo tra l'ottobre del 1861 e il maggio del 1862.

Sala dei Pranzi settimanali

Qui si tenevano i pranzi non ufficiali; la decorazione è opera di Giuseppe Borsato nel 1836 e presenta alle paretiaffreschi policromi raffiguranti candelabbri in riquadri incorniciati da motivi lineari e colori grigio-viola e verde-oro e intervallati da figure alate a rilievo di stucco dorato. Il soffitto è a volta con decorazioni a "grottesche" con un fregio decorato con divinità marine. L'arredo presenta mobili risalenti all'Età Neoclassica.

Sala del Trono Lombardo-Veneto

La successiva sala, sempre affrescata da Borsato nel 1838 fu la sala d’attesa della successiva Sala delle Udienze dell'Imperatrice Sissi. La tappezzeria alle pareti in rosso e oro è opera di Rubelli di Venezia e riproduce quella che fu messa nel 1854 che resta sotto l'attuale. Il soffitto a volta, decorato a chiaroscuro con elementi architettonici realizzati a trompe l’oeil e riquadri con armi classiche, presenta due stemmi del Regno lombardo-veneto, col biscione, simbolo dei Visconti di Milano e il leone di San Marco di Venezia, con in cima la Corona Ferrea, simbolo del potere imperiale, sorretta figure allegoriche a coppie. Il mobilio è originale in Stile Impero, tipico del Neoclassicismo, mentre il lampadario settecentesco è in vetro di Murano e presenta decorazione floreale policroma.

Sale delle Udienze

Qui il soffitto presenta campiture in stucco e il pavimento è in legno mentre alle pareti c'è una tappezzeria in rosso e crema, copia dell'originale sottostante risalente al 1854.
Rimangono del mobilio originale 10 poltrone veneziane settecentesche intagliate e dorate con i broccati in velluto e una specchiera intagliata e dorata sopra il camino. Il lampadario in vetro di Murano e risale all'Ottocento.

Stanza da Bagno dell’Imperatrice

Da qui si entra negli appartamenti di Sissi; questa era la sala da bagno e presenta una decorazione tinta crema. Il lampadario settecentesco viene dall'Europa centrale.

Stanza da Studio dell’Imperatrice

Era lo studio privato dove Sissi si dedicava a leggere e scrivere. Qui alle pareti vi sono figure di ispirazione classico-rinascimentale che si vedono anche sul fregio del soffitto. In questa stanza dopo il 1866 i Savoia apportarono cambiamenti coprendo i riquadri con il verde visibile adesso. Il mobile è in stile neo-barocco,e il lampadario è ottocentesco di Murano con gocce in vetro soffiato.

Boudoir dell'Imperatrice

La stanza da toilette di Sisssi presenta una decorazione di Giovanni Rossi con pareti e soffitto in marmorino grigio-azzurro a inserti di cristalli. Stucchi bianchi e fiori policromi decorano la sala insieme ad aquile in stucco recanti gli stemmi dei regni d'Austria e di Baviera. Al centro del soffitto si trova La dea protettrice delle arti e in una parete c'è La toeletta di Venere. Il lampadario ottocentesco è di Boemia.

Stanza da letto dell'Imperatrice

Qui dormì Sissi a partire dal 1856. Al soffitto rimane un decorazione neoclassica (1810) con figure a fresco opera di Giovanni Bevilacqua raffigurantiVenere alla presenza di Giove, Giudizio di Paride, Toeletta di Venere, Venere e Peristera con Cupido). Alle pareti si vede tappezzeria neo-barocca in blu e oro che è una riproduzione dell'originale conservata al di sotto, opera di Rubelli, Venezia. Si conserva un letto in puro stile impero del figliastro di Napoleone, Eugenio Beauharnais che fu vicerè del Regno d'Italia (1806-1814). Vi sono ritratti di Sissi e di Francesco Giuseppe, opera di Georg Martin Raab (Vienna 1821-1885) e una pala d'altare raffigurante La Trinità, opera di Carletto Caliari, figlio di Paolo Veronese.

Anticamera degli Appartamenti

La stanza metteva in comunicazione i locali di Sissi con quelli di Francesco Giuseppe e presenta una decorazione in sitle neoclassico, opera di Giuseppe Borsato (1810-11), a cassettoni con tondi e ottagoni con figure mitologiche che si ispirano ai ritrovamenti archeologici provenienti da Ercolano. Anche qui la tappezzeria rossa è una copia dell'originale che si conserva sotto e il lampadario ottocentesco è di stile neoclassico.

Sala ovale, "Sala dei pranzi giornalieri"

La Sala ovale in stile neoclassico unisce gli appartamenti reali, con bella vista sui Giardini e il Bacino San Marco. e le sale di rappresentanza e fu usata anche per le cene private della coppia imperiale.Le decorazioni sono sempre di Giuseppe Borsato con interventi di Giovanni Rossi (1854). Si trovano raffigurazioni mitologiche tra lesene in stucco a motivi geometrici e fiori policromi con decorazione in oro e a chiaroscuro. Nella sala sono presenti due busti di Napoleone Bonaparte e della moglie Maria Luisa d'Austria dell'artista Luigi Pizzi (1810).

Sale Neoclassiche

Il Salone da ballo, su progetto di Lorenzo Santi (1822) e decorazione di Giuseppe Borsato (1837) presenta la soffitto un affresco raffigurante La Pace circondata da Virtù e Geni dell'Olimpo, opera di Odorico Politi (1785-1846).

Si conservano in queste sale disegni autografi a matita e china di Antonio Canova, progetti che solo in alcuni casi sfociarono in una realizzazione statuaria finale. Oltre ai modelli in terracotta qui si conservano anche i gruppi scultorei Orfeo ed Euridice (1777) e Dedalo ed Icaro realizzati da un giovanissimo Antonio Canova (1778-79). La successiva incoronazione come scultore avvenne a Roma grazie ai monumenti funebri papali di cui qui si vedono calchi in gesso. Esposti sono anche tre bassorilievi che Canova (1787) ispirati all'Iliade e all'Eneide che non furono mai tradotti in marmo ma contribuirono a fare di Canova il protagonista della cultura neoclassica che dominerà la scena artistica per decenni.

Stanze della Civiltà veneziana

La sezione del museo si sviluppa nell'ala delle Procuratie Nove, opera dell'architetto Vincenzo Scamozzi (1552-1616), e illustra vari aspetti della società veneziana ai tempi della Serenissima. Nella Sala della Libreria di Palazzo San Vidal, appartenuto ai Pisani, si conservano manoscritti e stampe databili dal Cinquecento al Settecento. Nelle Sale delle Magistrature si possono vedere ritratti dei Procuratori di San Marco e dei Senatori della Repubblica in abiti ufficiali. Sia questa sala che la precedente presenta lampadario in vetro di Murano del Settecento.
La Sala delle Monete conserva la ricca collezione numismatica che comprende pezzi dall'820 fino al 1797, anno della fine della Serenissima disposte in ordine cronologico; dalle prime monete imperiali, passando al ducato d'argento (XIII sec.) e al ducato d'oro coniato nel 1285 che poi cambiò nome in zecchino d'oro, moneta che si coniò sempre identica per tre secoli.
La Sala Venezia e il Mare presenta due modelli di galera e strumenti di navigazione dell'epoca testimoniano della talassocrazia veneziana nell'Adriatico e nel Mediterraneo. Alle pareti alcuni dipinti raffigurano le battaglie navali di Venezia avvenute contro i Turchi nel 1571, 1690 e 1698. Allo stesso settore sono dedicate la Sala dell'Arsenale, dedicata ai cantieri navali dell Serenissima e alle loro maestranze specializzate, e quella del Bucintoro, la famosa nave di rappresentanza usata dal Doge nella cerimonia annuale dello Sposalizio col Mare o Sensa. La nave, lunga 37 metri, fu trasformata in carcere alla fine della Serenissima e distrutto infine nel 1824. Ancora oggi se ne discute la ricostruzione che sarebbe peraltro costosissima.
Concludono l'esplorazione della Civiltà veneziana le sale dedicate alle Feste, alle Arti e ai Mestieri e ai Giochi. La prima sala espone bei dipinti di Joseph Heinz il Giovane (1600–1678), pittore tedesco autore de l'Ingresso del patriarca Federico Corner a San Pietro di Castello (un tempo la Basilica patriarcale di Venezia), La Caccia ai tori in campo San Polo (si teneva a Carnevale ed era offerta dai becheri o macellai alla cittadinanza) e Il fresco in barca, ovvero la parta di barca durante il Giorno dell'Ascensione in cui si celebrava lo Sposalizio di Venezia col Mare.
Nelle Sale delle Arti e Mestieri si illustra il ruolo delle corporazioni lavorative in città a partire dal '200, quando iniziò l'apertura delle Scuole laiche di confratelli appartenenti al ceto borghese, e quindi esclusi dall'amministrazione della città prerogativa dei patrizi, regolate dalla mariegola o carta capitolare. Alcune di queste nei decenni assunsero una ricchezza tale da poter costruire sedi sontuosi decorate con le opere dei più grandi artisti a partire dal Rinascimento, tanto da convertirsi in Scuole Grandi.
Due sale sono invece dedicate ai Giochi che in città, almeno nel Settecento, svolgevano un ruolo importante tra il popolo e i nobili; i primi li praticavano all'aperto nei campi mentre i secondi si riunivano nei ridotti, vere e proprie case da gioco appartenenti alla Serenissima dove si giocava allo Sbaraglino (il Blackjack), al Biribissi (la Roulette), a carte e a dadi. Il popolo invece si dedicava al pugilato con sfide epiche tra Nicolotti (San Polo, Santa Croce e Canaregio) e Castellani (Castello, San Marco, Doroduro) che si davano appuntamento sui ponti come sul Ponte dei Pugni a San Barnaba; oppure con la costruzione di grandi piramidi umane come si usa ancora oggi in molte città spagnole. Alle pareti si trovano dipinti raffiguranti i vincitori delle famose regate veenziane che segnano il calendario lagunare da sempre.

La Quadreria

Trovano posto qui i capolavori del museo che si presentano al secondo piano delle Procuratie Nove nell'allestimento creato da Carlo Scarpa (1957-60); delle 140 opere esposte molte provengono dal primo nucleo della collezione formato da Teodoro Correr (1750-1830), ultimo discendente dell'omonima famiglia patrizia e abile collezionista in un momento, quello napoleonico e austriaco, in cui molte famiglie patrizie tendevano a disfarsi delle testimonianze di un'epoca che appariva irrimedibilmente perduta.
Il percorso si snoda in senso cronologico a partire dal Trecento con i dipinti di Paolo e Lorenzo Veneziano, primi testimoni di quella scuola veneziana che praticò la prima cesura dai tratti bizantini, passando per i loro epigoni che furono protagonisti del periodo Gotico che assunse influssi dalla terraferma veneta, seguendo l'espansione territoriale della Serenissima.

Capolavori del Museo Correr

Pittura

- Geneaologie di Cristo di Paolo Veneziano (XIV secolo)
- San Giovanni Battista di Paolo Veneziano (XIV secolo)
- Crocifissione di San Salvador di Giovanni Bellini (1455-1460)
- Pietà di Cosmè Tura (1460)
- Trasfigurazione di Giovanni Bellini (1455-1460)
- Cristo morto sorretto da due cherubini (1460)
- Madonna col bambino di Giovanni Bellini (1470-1475)
- Cristo in pietà sorretto da tre angeli di Antonello da Messina (1474-1476)
- Ritratto del Doge Giovanni Mocenigo di Giovanni Bellini (1480)
- Due dame veneziane di Vittore Carpaccio (1490)
- Uomo con berretto rosso di Vittore Carpaccio (1490-1493)
- Veduta prospettica di Venezia di Jacopo de' Barbari (1500)
- Ritratto del doge Leonardo Loredan di Vittore Carpaccio (1501-05)

Scultura

- Orfeo ed Euridice di Antonio Canova (1777)
- Dedalo ed Icaro di Antonio Canova (1778-79)

Storia del Museo Correr

Su questa parte di Piazza San Marco fino alla fine del Settecento sorgeva la Chiesa di San Geminiano eretta su progetto di Jacopo Sansovino a metà del Cinquecento su di una precedente fondazione. Ai suoi lati vi erano come oggi le Procuratie Vecchie e Nuove, che furono con la Serenissima sedi amministrative e residenziali delle massime cariche politiche del governo veneziano dopo il Doge ossia i i Procuratori di San Marco.

Con l'arrivo di Napoleone in laguna (1797), la fine della Repubblica il 12 maggio sancita dal Maggior Consiglio e il passaggio di fatto del potere nelle mani dei Francesi, fu decisa la demolizione della chiesa del Sansovino per destinare l'Ala Napoleonica a residenza del nuovo sovrano. Il progetto fu però portato a compimento solo in seguito alla Restaurazione (1815) e quindi l'edificio fu destinato ad accogliere i sovrani asburgici in visita a Venezia e il loro seguito di ambasciatori e cortigiani. Il Palazzo Reale così configurato si estendeva quindi per tutta l'ala appartenente alle Procuratie Nuove fino alla sede attuale della Marciana, di fronte a Palazzo Ducale. Il suo stile ha un'impronta fortemente monumentale e Neoclassica secondo il dominante gusto del tempo.

Il progetto che consegnò l'edificio ai posteri così com'è ora fu firmato dagli architetti G. A. Antolini, Giuseppe Soli e Lorenzo Santi i quali sovrintedettero ai lavori di realizzazione della doppia facciata, del portico e degli interni: il famoso scalone che porta alla ricca sala da ballo. Per la decorazione pittorica fu chiamato il veneziano Giuseppe Borsato.

Il nobile veneziano Teodoro Correr, morendo nel 1830, lasciò in eredità alla città di Venezia la sua collezione di libri ed opere d'arte alla quale si aggiunsero in seguito e nel Novecento altri lasciti importanti (Emmanuele Antonio Cicogna nel 1865 e Pompeo Molmenti negli anni '20). Dopo un primo periodo di stanziamento della collezione all'attuale Fondaco dei Turchi (dal 1887), attuale sede del Museo di Storia Naturale, la collezione iniziò a essere traslata nell'Ala Napoleonica a partire da fine Ottocento e il Museo aprì i battenti al pubblico nel 1922.

Come raggiungere Il Museo Correr

Il Museo Correr si trova a San Marco in Piazza San Marco. Da Rialto si raggiunge in 5 minuti a piedi.
Da Rialto, dalla Stazione e da Piazzale Roma si può prendere la linea 1 con fermata Vallaresso o San Zaccaria. Oppure la linea 2 (più veloce) con fermata San Zaccaria.

Guarda il Video dei Musei Civici del Museo Correr

Alcune immagini del Museo Correr e dei suoi dipinti

Immagini: 1. Ritratto del Doge Giovanni Mocenigo di Giovanni Bellini (1480); 2. Crocifissione di San Salvador di Giovanni Bellini (1455-1460); 3. Trasfigurazione di Giovanni Bellini (1455-1460); 4. Madonna col bambino di Giovanni Bellini (1470-1475); 5. Due dame veneziane di Vittore Carpaccio (1490); 6. Cristo morto sorretto da due cherubini (1460); 7. Pietà di Cosmè Tura (1460); 8. Uomo con berretto rosso di Vittore Carpaccio (1490-1493).
Orario: dal 1 aprile al 31 ottobre dalle 10.00 alle 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.00); dal 1 novembre al 31 marzo dalle 10.00 alle 17.00 (ingresso consentito fino alle 16.00). Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio.
Ingresso
: con MUSEUM CARD ( biglietto cumulativo per tutti i Musei Civici aperti e quelli collegati); intero € 20; ridotto € 13 (ragazzi da 6 a 14 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi; studenti* dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di studenti; cittadini U.E. ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice *è richiesto un documento). Gratuito per i residenti e nati nel Comune di Venezia; membri I.C.O.M.; bambini da 0 a 5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate e interpreti turistici che accompagnino gruppi o visitatori individuali; per ogni gruppo di almeno 15 persone, 1 ingresso gratuito (solo con prenotazione); volontari del Servizio Civile; partner ordinari MUVE; possessori MUVE Friend Card.
Offerta famiglie: biglietto ridotto per tutti i componenti, per famiglie composte da due adulti e almeno un ragazzo (dai 6 ai 18 anni).
Offerta scuola: € 5,50 a persona (valida nel periodo 1 settembre – 15 marzo) per classi di studenti di ogni ordine e grado, accompagnate dai loro insegnanti, con elenco dei nominativi compilato dall’Istituto di appartenenza.
Sito web: Museo Correr


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