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Padiglione Francese, Francia alla 59° Biennale di Venezia

Il Padiglione Francese, Francia alla 59° Biennale d'Arte di Venezia: gli artisti del padiglione, le opere, gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e la sede espositiva.

Padiglion Francese, Francia alla 59° Biennale d'Arte 2022 a Venezia
Padiglione Francese, Francia della 59° Biennale d'Arte - Padiglione Francia, Giardini della Biennale, Castello - Venezia

(Foto: © Thierry Bal and © Zineb Sedira)

Mostra in corso dal 23 aprile al 27 novembre 2022

La 59° Biennale Arte aprirà al pubblico il 23 aprile. Ma il 20, 21 e 22 ci saranno le varie vernici ed eventi collaterali che sempre animano improvvisamente la vita artistica veneziana. La cerimonia di premiazione avverrà il giorno dell'apertura al pubblico.

Il titolo dell'edizione 59 della Biennale d'Arte è Il Latte dei sogni.

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Padiglione Francese, Francia alla 59° Biennale D'Arte di Venezia

Titolo della mostra al Padiglione Francia è Dreams Have No Titles.

Artisti: Zineb Sedira.
Curatori: Sam Bardaouil e Till Fellrath.
Commissari: Institut français. 
Sede: Padiglione Francia, Giardini - Venezia

Comunicato Stampa del Padiglione Francese alla 59° Biennale di Venezia

Il Padiglione francese presenta la mostra multidisciplinare di Zineb Sedira, un'installazione immersiva composta da film, scultura, fotografia, suono e collage. In linea con la sua pratica fino ad oggi, Sedira utilizza narrativa autobiografica, narrativa e documentario per far luce sulle solidarietà internazionali passate e presenti legate alle lotte storiche di liberazione.

Il suo contributo funge da ammonimento sul fallimento di una promessa di emancipazione che, per molte persone, rimane un sogno non realizzato, per non dire impossibile.

In Dreams Have No Titles, l'artista affronta una svolta importante nella storia della produzione culturale, intellettuale e d'avanguardia degli anni Sessanta, Settanta e oltre, in Francia, Italia e Algeria soprattutto.
Si concentra su un repertorio di notevoli coproduzioni cinematografiche e filmmaking, in particolare attivisti, che hanno avuto un impatto sui movimenti postcoloniali.

Durante diverse visite agli archivi della Cinémathèque algerina, ha continuato a minare l'incredibile patrimonio cinematografico del Paese, che raramente viene menzionato nella storia delle avanguardie cinematografiche. Il cinema post-indipendenza in Francia, Italia e Algeria ha aderito ai valori e all'estetica del cosiddetto "Terzo mondo", che sono stati una vera rivoluzione sul grande schermo. Zineb Sedira si è sentita per tutta la vita vicina a questo movimento militante e anticoloniale ispirato al modello cubano, mostrando un coraggio politico che considera in quel momento un'importante manifestazione di solidarietà e che spera di riattivare oggi.

Nel corso delle sue straordinarie ricerche in vari archivi cinematografici internazionali, Sedira si è imbattuto nel documentario del 1964 Les Mains libres (altrimenti noto come Tronc de figuier) del regista italiano Ennio Lorenzini all'AAMOD (The Audiovisual Archive of the Democratic and Labour Movement). Il primo film conosciuto ad essere prodotto nell'Algeria allora appena indipendente, da allora era scomparso dallo schermo e dalla memoria.

Inoltre, in Dreams Have No Titles, il suo film per il Padiglione francese, inserisce rievocazioni mise en abyme e scene di film, in cui costruisce veri e propri set cinematografici e tiene traccia dei giorni in cui queste sequenze sono state portata. Zineb Sedira ricorda: “Collego anche la nozione di remake a quella di mise en abyme, che spesso riaffiora nel mio lavoro. Io stesso sono un artista-regista che fa un film sui film.

La mia storia personale è il punto di partenza per una mise en abyme della storia del cinema attraverso diverse strategie volte a creare una finzione-realtà”. Il tema dell'appropriazione di Sedira è messo in discussione dalla scena iniziale del suo film, riferendosi a F for Fake di Orson Welles e all'affermazione del regista secondo cui "Questo film parla di inganno". Con questo in mente, Zineb Sedira mette in primo piano anche la storia della sua stessa vita, quella della sua famiglia e della sua comunità, che vanno dalla critica dei lasciti coloniali al dibattito in corso su sfollamento e integrazione, vulnerabilità e resilienza, nonché la nostra capacità sognare. Sedira si vede come una sorta di attore accidentale, un famoso regista, un falso falsario alla ricerca della vera verità, che sfida le questioni di paternità e autenticità. Due domande continuano a sorgere: chi sta scrivendo la (sua)storia e per chi?

L'artista utilizza musica, film, letteratura e altri mezzi creativi per affrontare la questione della libertà, della lotta per la liberazione e di altre forme di resistenza e per combattere la discriminazione, la colonizzazione e il razzismo. Mettendo in evidenza le reti di solidarietà Nord-Sud esistenti, Sedira va decisamente oltre la divisione bipolare Est-Ovest del periodo della Guerra Fredda o l'approccio del Terzo Mondo, attingendo alle sue esperienze personali con la sua famiglia e la sua comunità artistica intellettuale.

La mostra di Zineb Sedira rispecchia una "palla" a cui invita i suoi spettatori: a vedere la sua danza per resistere, piangere, forse sognare. E i suoi sogni non hanno titoli.

Informazioni utili per la visita

Orari: dal 23 aprile al 25 settembre dalle 11 alle 19. Dal 27 settembre al 27 novembre dalle 10 alle 18. Solo Arsenale fino al 25 settembre: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20 (ultimo ingresso: 19.45). Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 5 settembre, 19 settembre, 31 ottobre, 21 novembre)
Biglietti: si invita a visitare il sito ufficiale. Biglietto intero in rete € 25.
Telefono: +39.041.5218711; fax +39.041.5218704
E-mail: aav@labiennale.org
Sito web: Biennale di Venezia


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