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San Servolo Venezia

L'Isola di San Servolo a Venezia: le origini, la storia, i monumenti, le chiese, i musei e l'architettura, gli orari di visita e le informazioni per arrivare a San Servolo da Venezia e gli altri centri della laguna.

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San Servolo - Isola della Laguna di Venezia

San Servolo è un' isola posta a sud di Sant'Elena del Lido, non distante da Venezia e dal Lido.

L'isola è sede della Fondazione San Servolo I.R.S.E.S.C. (Istituto per le Ricerche e per gli Studi sull’Emarginazione Sociale e Culturale), della Venice International University come residenza per studenti di dottorato e studenti internazionali e, dal 2008, di una sede dell'Accademia di Belle Arti di Venezia.

Nell'isola è visitabile un Museo del Manicomio, una farmacia antica ed una biblioteca.

Salpa verso le altre isole della Laguna di Venezia


Come raggiungere l'Isola di San Servolo

L'Isola di San Servolo si raggiunge facilmente con il trasporto acqueo pubblico. In vaporetto si raggiunge la fermata di San Servolo con la linea 20:

1)Linea 20 Actv Venezia Linea 20 San Marco San Zaccaria → San Servolo → San Lazzaro → San Servolo → San Marco

SAN MARCO/SAN ZACCARIA "B" - SAN SERVOLO - SAN LAZZARO DEGLI ARMENI - SAN SERVOLO - SAN ZACCARIA "B"

Corse ogni 60 minuti dalle 7.30 alle 22.30 (ultima corsa da San Zaccaria).

Cliccate qui per la tabella ACTV con gli orari di tutte le fermate Linea 20

Storia dell'Isola di San Servolo

Il primo insediamento avvenne ad opera dei monaci benedettini del monastero di Santo Stefano di Altino i quali si rifugiarono sull'isola in seguito alla calata dei Longobardi in Italia (VI sec.) fondando un monastero. In seguito Angelo e Giustiniano Partecipazio, entrambi dogi di Venezia, concessero ai monaci la possibilità di fondare l'Abbazia di Sant'Ilario (819) lungo il margine meridionale della laguna, presso Malcontenta; fatto che indebolì il potere di San Servolo ma, vista la sua posizione strategica in laguna, i dogi chiesero all'abate di far mantenere comunque l'attività religiosa dell'isola.

Nel X secolo fu ricostruita la chiesa (929) e l'isola ricevette nel 998 la visita dell'Imperatore Ottone III, sceso in Italia in incognito per incontrare il Doge Pietro Orseolo II.
I Benedettini vissero sull'isola fino all'inizio del XII secolo quando la cedettero alle Monache Benedettine, fuggite dalla città di Malamocco (1109). Le monache vi rimasero per circa 500 anni durante i quali furono rifondati gli edifici e fu costruito il Campanile, terminato il 15 settembre 1456.

Per ordine del Senato le Monache Benedettine furono trasferite nel Convento di Santa Maria dell'Umiltà a Venezia (27 giugno 1615) e l'isola rimase disabitata a parte per la presenza di un custode cappellano che officiava la messa per gli ortolani che frequentavano l'isola. Furono inoltre creati dei depositi di grano pubblico e fu aperto l'ospedale per ospitare malati di peste (1630).

Dopo pochi anni (1647) arrivarono le suore Benedettine, Domenicane e Francescane in fuga dall’isola di Creta a causa dell'invasione turca e ci rimasero per settant'anni (1716) quando il Senato allora destinò l'isola a funzione ospedaliera militare assegnandola ai Padri Ospedalieri di San Giovanni di Dio. L'Ospedale divenne ben presto specializzato nell'ospitalità dei malati di mente e nel 1798 il governo Austriaco lo dichiarò manicomio centrale del Veneto, della Dalmazia e del Tirolo.

Con il passaggio di Venezia al Regno d'Italia (1866) San Servolo fu affidato alla Provincia di Venezia che la gestì fino al 1978 quando venne approvata la legge 180/1978, meglio nota come legge Basaglia, che sanciva la chiusura degli manicomi.
Durante l'ultima decade del XX secolo la Provincia di Venezia avviò un programma di ridestinazione culturale dell'isola divenendo sede della Fondazione San Servolo I.R.S.E.S.C. (Istituto per le Ricerche e per gli Studi sull’Emarginazione Sociale e Culturale chiuso nel 2014), della Venice International University come residenza per studenti di dottorato e studenti internazionali e, dal 2008, di una sede dell'Accademia di Belle Arti di Venezia.

Nell'isola è visitabile un Museo del Manicomio, una farmacia antica ed una biblioteca.

Sito web: Fondazione San Servolo

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