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Scuola Grande di San Marco a Venezia

La Scuola Grande di San Marco a Castello, Venezia: le informazioni per arrivare, gli orari, il costo dei biglietti, la sede.
Scuola Grande di San Marco Venezia Scuola Grande di San Marco - Campo Santi Giovanni e Paolo - Venezia

La Scuola Grande di San Marco, con bell'edificio rinascimentale, si erge in Campo Santi Giovanni e Paolo nel Sestiere di Castello. Si tratta di una delle più antiche e rinomate Scuole Grandi di Venezia tanto che nel 1437 assunse il nome del patrono della città.

Oggi la Scuola è ancora l'ingresso dell'Ospedale di Venezia ma la visita alle sale è nuovamente possibile dal 2013; la Scuola, pur avendo visto la dispersione del suo più prezioso ciclo pittorico, rimane un sito ricco di capolavori dell'arte pittorica del Cinquecento e del Seicento e la sua facciata, riccamente decorata e maestralmente articolata da fregi e statue, è certamente un capolavoro del Rinascimento veneziano.

Architettura

La Scuola fu cominciata su progetto iniziale di Pietro Lombardo il quale, insieme a maestranze di scalpellini, diede vita ad una facciata articolatissima con grande gioco di fregi, trabeazioni, sdoppiamento di colonne con sfondamento prospettico nel quale compaiono belle finestre impreziosite da marmi policromi, contribuendo a creare una delle figure rinascimentali più raffinate di Venezia.

La facciata, disposta su tre livelli ed esapartita, presenta una suddivisione maggiore in due parti che corrisponde interiormente alla Sala dell'Albergo a destra e alla Sala Capitolare a sinistra. Le due parti costituiscono unità autonome con entrate indipendenti ma al tempo stesso dialogano architettonica tra di loro in armonia nelle componenti decorative. Gli elementi decorativi come i finti portici, le finestre centinate, i timpani e il coronamento curvilineo in sommità sono presenti nelle due parti con un gioco di inversione stilistica.
Il primo livello, completamente rivestito in marmi bianchi, presenta ad esempio ai lati delle porte due comparti con strombatura che prospettivamente creano due portici, con arco a tutto sesto nella parte sinistra e architravati con trabeazione a destra.
Gli stessi motivi lineari sono presenti al secondo livello nei timpani triangolari a destra e centinati a sinistra mentre tutti i 6 spazi dei due livelli sono separati da lesene corinzie che sono anulari - con inserto in marmo verde inferiormente - e totalmente bianche e scanalate superiormente.

La porta più piccola della facciata dava accesso alla Cappella della Pace, costruita per custodire un'immagine bizantina ritenuta miracolosa arrivata in città da Costantinopoli nel 1349, scomparsa nella conversione ospedaliera ottocentesca dell'edificio.

Il portale d'ingresso presenta due colonne corinzie ai lati poste su basamenti, articolati in due livelli a sezione quadrata in basso e circolare superiormente, che presentano bassorilievi e nella lunetta a tutto sesto dell'arco trova posto l'altorilievo di San Marco venerato dai confratelli attribuito a Bartolomeo Bon, autore anche della soprastante statua della Carità posta in mezzo a due santi domenicani, sempre opere del Bon.
Ai lati nel comparto prospettico si trovano due leoni, copie degli originali distrutti per mano francese nel 1797.
I leoni fanno il paio con le due storie di San Marco poste a lato della porta minore a destra, opera di Tullio Lombardo.

Autore del trionfo del terzo livello è il Codussi che realizzò anche la facciata dell'albergo. Qui al secondo livello al centro si trova un mascherone di leone, simbolo di San Marco, che si ripete nel terzo livello al centro nell'iconografia più classica del leone alato intero che presenta il vangelo, posto su trabeazione retta da cinque colonnine ioniche.

Internamente la sala al piano terreno riceveva i confratelli per le offerte e presenta tre navate con doppia fila di cinque colonne corinzie poggianti su alti basamenti in pietra d'Istria con formelle decorate con motivo floreali e presenza di grottesche. Il pavimento è a losanghe policrome tipico della scuola veneziana - il rosso è Marmo di Verona, il bianco è Pietra d'Istria - e il soffitto presenta una fitta travatura in legno massiccio.

Sulla navata destra ci sono i due accessi monumentale alla Sala Capitolare, che avveniva tramite due rampe di scale progettate dal Codussi nel Cinquecento. Le porte sono in marmo bianco, con tre gradini e doppio ordine di lesene che sorreggono una trabeazione decorata a motivi floreali con timpano centinato e decorato superiormente da rosette e motivi vegetali. Il timpano e le vele sono abbellite da dischi di porfido rosso, simbolo nell'antichità del potere imperiale.
Lo scalone monumentale del Codussi fu sciaguratamente distrutto dagli Austriaci per il riutilizzo della Scuola come ospedale ed oggi si accede al piano superiore tramite un rifacimento novecentesco.

Le opere

La Sala Capitolare presenta un soffitto intagliato e dorato, opera di Vettor Scienza da Feltre e Lorenzo di Vincenzo da Trento del 1504 realizzato sul modello della sala attigua per mano di Pietro e Biagio di Faenza. Qui il ciclo pittorico che gloriava la Scuola di San Marco rimane intatto. Sulla parete di fondo si trova l'altare maggiore realizzato su progetto del Sansovino nel 1546, alla base del quale è stato posto un bel crocefisso ligneo ancora oggetto di studio per la sua datazione; superiormente svettano tre dipinti dedicati a San Marco: a destra Il trasporto del corpo di San Marco sulla nave di Jacopo e Domenico Tintoretto, al centro Cristo in gloria con San Marco, San Pietro e San Paolo di Palma il Giovane, a sinistra Arrivo della nave a Venezia di Jacopo e Domenico Tintoretto
Appena entrati nella sala sulla parete destra alberga una tela del 1622 del Padovanino, Le Nozze di Cana provenienti dal Convento di San Giovanni di Verdara di Padova, sulla parete destra La Crocifissione di Alvise Donato.
Sulla parete opposta all'altare San Marco che benedice le isole di Venezia di Jacopo e Domenico Tintoretto con a fianco La apparizione delle spoglie di San Marco di Andrea Schiavone e intervento finale di Jacopo e Domenico Tintoretto; la tela narra il ritrovamento della reliquia di San Marco avvenuto l'8 ottobre del 1094 all'interno della nuova Basilica di San Marco realizzata in seguito all'incendio che distrusse la precedente costruzione durante la rivolta contro il doge Pietro IV Candiano nel 976, incendio che determinò la perdita delle spoglie del Santo per un secolo.
La Sala Capitolare presenta infine anche delle belle teche che espongono strumenti medici utilizzati negli ospedali di guerra per amputazioni e un cospicuo numero di forcipi utilizzati nel Settecento.

Dalla Sala Capitolare un bel portale ligneo con statue e San Marco venerato da un confratello in lunetta, opera dello scultore di Agordo Giovanni Marchiori, porta alla più piccola Sala dell'Albergo che presenta un soffitto intagliato e dorato, opera del 1495 di Pietro e Biagio di Faenza.
Qui sono state sistemate le copie digitali del grande ciclo di capolavori un tempo presente ed ora disperso tra la Galleria dell'Accademia di Venezia e la Pinacoteca di Brera di Milano: sopra l'entrata Il martirio di San Marco di Giovanni Bellini (1526) in cui si vedono in primo piano i volti dei confratelli dell'epoca della Scuola; a sinistra Il pescatore consegna l'anello al Doge di Paris Bordon ricorda gli eventi miracolosi del 25 febbraio 1341 che sono rappresentati a fianco: I santi Marco, Giorgio e Nicola salvano Venezia dalla tempesta di Jacopo Palma il Vecchio; i santi si resero protagonisti del naufragio di una barca di demoni che stavano conducendo verso Venezia una tempesta infernale. Terminano il ciclo di tele riprodotte la Guarigione di Aniano e Battesimo di Aniano di Giovanni Mansueti, allievo di Gentile Bellini, e Predica di San Marco in Alessandria di Gentile Bellini, oggi a Brera. Infine Episodi della vita di San Marco di Giovanni Mansueti.

L'architrave della porta reca incisa la regola della Scuola di San Marco: UBI CHARITAS ET AMOR IBI DEUS EST ossia Dove c'è carità e amore, lì c'è Dio; incipit di un inno legato alla cerimonia della lavanda dei piedi durante l'Ultima Cena.

Storia

L'anno di fondazione della Scuola risale al 1260: l'originaria dislocazione della Confraternita era nei pressi della chiesa di Santa Croce dove oggi si trovano i Giardini di Papadopoli, ben lontano quindi dall'attuale luogo dove i fedeli si spostarono invece nel corso del XV° secolo (1437).

Le accresciute esigenze della Scuola, infatti, imposero la scelta di un'area che permettesse di realizzare una sede sufficientemente ampia: nell'arco di qualche decennio l'edificio fu ultimato e la tipologia del prospetto sul campo probabilmente non doveva essere troppo dissimile da quello della Scuola della Misericordia. A coronare il tutto, anzi, vi erano 3 edicole marmoree le quali successivamente vennero poste sul fronte verso la laguna (come appare correttamente dalla pianta cinquecentesca del de' Barbari).

Nel 1485 uno spaventoso incendio - prodotto da una tenda che lambì le candele lasciate accese sull'altare della Sala Capitolare - distrusse la Scuola. Pur rimanendo ben poco dell'edificio, la passione e l'affetto verso l'associazione religiosa fu tanta che nel giro di qualche mese se ne stabilì la ricostruzione. Autore di questa prima fase fu Pietro Lombardo il quale, grazie a specializzate maestranze di scalpellini, diede vita ad un prospetto articolatissimo nel quale il gioco di fregi, trabeazioni, sdoppiamento di colonne, dello sfondamento prospettico nel quale le finestre vengono inserite nonché l'uso classico di marmi policromi, contribuisce a creare una visione di forte impatto. Non saranno i Lombardo, comunque, a concludere l'opera: alle soglie del 1500, in concomitanza con l'impegno di riprogettazione dello scalone interno, Mauro Codussi venne chiamato a completare anche il coronamento superiore della facciata.

I confratelli inoltre decisero di tralasciare la grande Sala Capitolare per dedicare ogni risorsa alla Sala dell'Albergo dove presentarono un ciclo di sei dipinti rappresentanti i seguenti episodi della vita di San Marco: Predica di San Marco di Gentile Bellini, Il martirio di San Marco di Giovanni Bellini, Guarigione di Aniano e Battesimo di Aniano di Giovanni Mansueti, Il pescatore consegna l'anello al Doge di Paris Bordon, I santi Marco, Giorgio e Nicola salvano Venezia dalla tempesta di Jacopo Palma il Vecchio. Questo ciclo pittorico contribuì tanto alla fama della Scuola che questa valicò i confini della Serenissima attirando qui eruditi da tutta Europa fino a quando, nel 1797, i Francesi e gli Austriaci compromisero per sempre l'integrità del grande ciclo di dipinti.

Sfortunatamente anche lo scalone non giunse fino a noi: nel 1819, infatti, nel corso dei lavori di adattamento dell'edificio alle nuove funzioni di ospedale - che svolge tutt'ora - venne demolito (anche se probabilmente l'idea complessiva non doveva essere molto dissimile da quello realizzato a S.Giovanni Evangelista).
L'attività ospedaliera proseguì nel corso dell'Ottocento e del Novecento arrivando fino a oggi. Ma il 20 Novembre 2013, dopo un lungo e dettagliato restauro, finalmente le sale della Scuola Grande di San Marco riaprirono le loro porte chiuse da quasi due secoli alla cittadinanza e al pubblico in generale.

Come raggiungere la Scuola Grande di San Marco

La Scuola Grande di San Marco si trova a Castello in Campo San Giovanni e Paolo a fianco della famosa basilica omonima. La fermata del vaporetto più vicina è Fondamente Nove. Si cammina poi la Fondamenta con la laguna sulla sinistra fino a fare un ponte dove inizia sulla destra la Fondamenta dei Mendicanti. Alla fine di questa si trova Campo Santi Giovanni e Paolo dove c'è l'entrata alla Scuola Grande di San Marco.

Orari: dal martedì al sabato e la prima domenica del mese dalle 9.30 alle 17.30.
Biglietti: intero € 8, studenti under 26 € 6, scolaresche € 3. Gratuito per bambini under 12 accompagnati da adulti, portatori di handicap, guide turistiche autorizzate, membri ICOM.
Telefono: +39.041.5294323
E-mail: scuolagrandesanmarco@aulss3.veneto.it
Sito Web: Scuola Grande di San Marco

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