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Carnevale di Venezia: la storia e le origini

Le Origini e la Storia del Carnevale di Venezia: le origini della festa, la storia, le date, gli orari degli eventi e le informazioni utili.

Carnevale di Venezia
Storia del Carnevale di Venezia
- Città di Venezia

(Foto: Maschere e copricapi di Carnevale nel Clara, Il rinoceronte, Pietro Longhi, 1751)

Evento in corso dal 16 febbraio al 5 marzo 2019

Il Carnevale di Venezia è una delle feste più sentite e vissute sia dai Veneziani sia dai tanti visitatori che arrivano ogni anno in città da tutto il mondo. Ha una durata di 18 giorni che si concludono con i classici giorni grassi, culmine del Carnevale di Venezia.

Il programma prevede spettacoli in Piazza San Marco, nei maggiori teatri della città, nei campi veneziani che offrono proposte differenti e in periferia portuale che organizza feste notturne per i più giovani. Anche la terraferma con Mestre, Marghera, e tutti i paesi limitrofi, offrono un ricco programma di eventi con spettacoli e concerti.

Vai al Programma Carnevale di Venezia 2019

Storia

Il termine deriverebbe dalle locuzioni latine carnem levare o  carne levamen che significano "togliere la carne", con riferimento al martedì grasso come ultimo giorno possibile per dedicarsi a pranzi luculliani prima delle consuete privazioni alimentari durante il periodo della Quaresima. Una festa quindi legata al culto cristiano e cattolico sembra, anche se è quasi certo che la tradizione risalga al periodo greco e romano e sia stata assorbita - come tanti altri aspetti sociali e politici del mondo antico - dalla successiva società cristiana. Basti pensare alla Festa dei Saturnalia, che a Roma si teneva dal 17 al 23 dicembre e che era caratterizzata da un rovesciamento dell'ordine sociale in cui gli schiavi diventavano liberi, pranzavano con i loro padroni i quali divenivano anche loro servitori. E non mancavano le maschere e i travestimenti in divinità.

La stessa sospensione delle regole sociali costituite si ritrova nel Carnevale veneziano che si presentò nei documenti storici a partire dal 1094, quando in un documentto del Doge Vitale Falier si riporta il termine Carnevale e si menziona uno spettacolo volto al divertimento pubblico. Negli anni seguenti cittadini di ogni classe si affollavano nelle calli di Venezia, quasi sempre mascherati per liberarsi da ogni convenzione sociale.

"Buongiorno siora maschera". Era il saluto semplice e uguale per tutti che i cittadini si rivolgevano in città.

Poco dopo un editto del Senato della Repubblica dichiarò festivo il periodo precedente la Quaresima; il Carnevale durava infatti dal 26 dicembre fino al giorno prima del mercoledì delle ceneri, che divenne il martedì grasso.
In questi giorni si poteva girare per Venezia mascherati ed era permesso mettere alla berlina il potere aristocratico che assumeva tutte le cariche politiche. Se si guarda alla data infatti, il 1296 precede di solo un anno la Serrata del Maggior Consiglio in cui i nobili patrizi esclusero il popolo dall'amministrazione pubblica.
Del resto la distrazione delle masse con spettacoli pubblici e la possibilità di uno sfogo del malcontento, attraverso il consentimento di una provvisoria derisione pubblica del potere, sono da sempre un'arma potente nelle mani di chi esercita, e vuole preservare, il potere.

L'esercizio di questa libertà comunque non fu esentato da sconfinamenti nel campo dell'illegalità - con scippi, rapine, molestie e stupri - e così dal 22 febbraio 1339 il Senato decretò il divieto notturno di circolare in maschera e nel secolo successivo, il 24 gennaio 1458, arrivò anche il divieto di entrare vestiti da religiosi in luoghi sacri per evitare che si compissero atti libertini con le monache.
Allo stesso modo si fece divieto di portare armi al di sotto del travestimento e di esercitare la prosituzione al di fuori delle zone franche stabilite in città (come il celebre Castelletto di Rialto) approfittando della maschera; la pena era la messa al bando per 4 anni da Venezia dopo essere state frustate pubblicamente in Piazza San Marco.

L'arrivo dei Francesi in città nel 1797, che decisero con il Trattato di Campoformio la cessione di Venezia agli Austriaci (17 ottobre 1797) ma non prima di averla spoliata di ogni bene possibile, determinò la fine del Carnevale e il divieto di indossare maschere in pubblico; una decisione presa in un clima in città di forte avversione ai dominatori francesi prima, e a quelli austriaci dopo il 18 gennaio 1798.

La rinascita del Carnevale di Venezia avvenne per decisione della Municipalità cittadina che dal 1979 istituì nuovamente i festeggiamenti pubblici, accompagnandoli da un ricco programma di eventi che da allora non ha mai smesso di attirare in città centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo in ogni edizione.


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