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Pellestrina Venezia

Il centro lagunare di Pellestrina nella Laguna di Venezia: le origini, la storia, i monumenti, le chiese, i musei e l'architettura, gli orari di visita e le informazioni per arrivare a Pellestrina da Venezia e gli altri centri della laguna.

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Pellestrina VeneziaPellestrina - Laguna di Venezia

Pellestrina è centro principale della laguna veneta situato sul lido omonimo che separa la laguna veneta dal Mare Adriatico. Si trova a sud del centro minore di San Pietro in Volta e a nord dell'isola di Chioggia e dell'abitato di Sottomarina da cui è separata dalla bocca di porto di Chioggia. A nord invece è separata dal Lido dal Porto di Malamocco.
L'isola ha 4 centri abitati: San Pietro in Volta, Portosecco e Pellestrina che insieme contano una popolazione di poco più di 4 mila persone. A questi si possono aggiungere le località di Santa Maria del Mare e di Ca' Roman, che chiudono a settentrione e meridione il lungo lido.

La particolare morfologia dell'isola, che si entende da sud a nord per 11 Km con una larghezza compresa tra 1,2 km e 25 metri, ne fa una tappa interessante e molto amata per gli itinerari in bicicletta e per il jogging, offrendo panorami lagunari e marini notevoli.

Il Lido di Pellestrina presenta spiaggie lungo tutta la sua estensione che sono separate dai famosi Murazzi o Muràssi, una lunga diga in Pietra d'Istria realizzata dalla Serenissima (1744 – 1782) per proteggere il lido dall'erosione del mare.
Per favorire la formazione delle spiaggie sono stati costruiti negli ultimi anni barriere frangiflutti perperdicolari alla diga; queste, rompendo le onde, ne riducono la capacità erosiva, favorendo il mantenimento della spiaggia.

Partendo da nord s'incontra Santa Maria del Mare, un'oasi verde ricca di pioppi, alberi da frutto, tamerici (pianta citata da D'Annunzio nella Pioggia nel Pineto) e valli da pesca, dove si trova una casa di riposo.

Segue San Pietro in Volta che ha una chiesa settecentesca (1777) a unica navata, facciata neoclassica e soffitto affrescato. Qui nel 965, il 29 giugno che è San Pietro, gli Ungari che stavano devastando l'entroterra veneto da tempo, furono fermati nel loro percorso verso Venezia. Si tratta oggi di un paesaggio caratterizzato da vigne e orti.

Il Lido di Pellestrina termina con Ca' Roman, una piccola isola unita al Lido solo grazie ai Murazzi. Qui si trova l'Oasi verde della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e non è un caso: il suo isolamento infatti ha favorito lo sviluppo e la conservazione di un habitat perfetto per gli uccelli che qui sostano durante le lunghe migrazioni: finora sono stati censiti 190 specie di uccelli. La piccola spiaggia è una perla selvaggia e e possiede uno dei sistemi di dune sabbiose meglio conservati di tutto l'Adriatico.
Sempre a Ca' Roman si trova un bunker antiaereo abbandonato e risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Feste patronali a Pellestrina

– Festa patronale di San Pietro in Volta: ultima settimana di giugno. Piazza San Pietro Apostolo, San Pietro in Volta.
– Festa di Sant'Antonio: inizio luglio. Parrocchia di S. Antonio, Pellestrina.
– Festa del Redentore: 3° domenica di luglio. Con spettacolo pirotecnico il sabato. Pellestrina.
– Festa della Madonna dell'Apparizione: inizio agosto, Piazzale Ognissanti, Pellestrina.
– Festa di San Stefano 11 – 15 agosto, Sagra di Santo Stefano Portosecco, Piazza di Portosecco, Pellestrina.

Come raggiungere l'Isola di Pellestrina

Il modo più rapido per raggiungere Pellestrina da Venezia è il vaporetto Linea 11 che parte dal Lido:

1)Linea 11 Actv VeneziaLinea 11 Lido S.M.E. ↔ Alberoni Faro ↔ Lido di Pellestrina ↔ Ca' Roman ↔ Chioggia

LIDO S.M.E. - ALBERONI FARO ROCCHETTA - SANTA MARIA DEL MARE - PELLESTRINA CIMITERO - CA' ROMAN - CHIOGGIA e viceversa

Corse dal Lido ogni 60 minuti dalle 00.25 alle 5.50 e dalle 20.30 alle 23.25 (ultima corsa dal Lido). Ogni 30 minuti dalle 5.50 alle 8.30, dalle 9.30 alle 11.30, dalle 12.30 alle 14.40, dalle 15.40 alle 20.30.

- Le corse notturne fino alle 5.50 e le corse serali dalle 22.30 alle 23.45 fermano a Ca' Roman solo su richiesta (prenotazione passaggio barca 20' prima al numero verde 800845065).

- La corsa delle 00.25 si effettua solo nelle notti tra sabato e domenica, domenica e lunedì e tra una festività e il giorno successivo. In estate dal 22 maggio al 1 ottobre si effettua tutti i giorni.

Corse da Chioggia ogni 60 minuti dalle 00.45 alle 5.40, dalle 8.45 alle 10.50 e dalle 20.00 alle 23.45; ogni 30 minuti dalle 5.40 alle 7.45 e dalle 10.50 alle 12.30, dalle 13.30 alle 15.00, dalle 16.00 alle 19.00.

- Le corse notturne fino alle 6.10 e le corse serali dalle 21.45 alle 23.45 fermano a Ca' Roman solo su richiesta (prenotazione passaggio barca almeno 20' prima al numero verde 800845065).

- La corsa delle 00.45 si effettua solo nelle notti tra sabato e domenica, domenica e lunedì e tra una festività e il giorno successivo. In estate dal 22 maggio al 1 ottobre si effettua tutti i giorni.

Si invita a visitare la pagina dell'Actv per conoscere tutte le specifiche che appartengono questa linea:
Cliccate qui per la tabella ACTV con gli orari di tutte le fermate Linea 11

Esiste anche un autobus Linea 11 che percorre il Lido e si traghetta agli Alberoni per raggiungere San Pietro in Volta e poi il centro di Pellestrina.

Vai alla pagina per tutti i collegamenti Venezia ↔ Lido di Pellestrina


Salpa verso le altre isole della Laguna di Venezia



Storia di Pellestrina

Secondo il fiologo Dante Olivieri (1877 – 1964) il nome è da collegarsi allo storico e militate greco Philisto (430 – 356 a.C.), esiliato ad Adria, e responsabile di progetti di canalizzazione che riguardarono il Po. Tra questi la fossa Philistina - attestata fino al XI secolo - sembra che si diramasse dal Po di Adria all'altezza di Grignano Polesine e raggiungesse Rovigo virando verso nord e Chioggia e sfociando infine nei dintorni di Pellestrina.

Ma pare che furono già gli Etruschi tra il VI e il IV secolo a.C. a rendersi protagonisti di opere di bonifica e canalizzazione, in questo caso regolando il fiume Tartaro con un canale verso nord.

Certo è che il toponimo Philistina ricorre in Plinio il Vecchio (23 a.C. – 79 d.C.) nel suo Natualis Historia con le seguenti parole:

«Inde ostia plena Carbonaria, Fossiones ac Philistina, quod alii Tartarum vocant, omnia ex Philistinae fossae abundatione nascentia, accedentibus Atesi ex Tridentinis Alpibus et Togisono ex Patavinorum agris.»

«Da là con piene entrate la Carbonaria, il Fossione e la Filistina, che altri chiamano Tartaro, tutti nati dagli straripamenti dalle Fosse Filistine, sommandosi a loro l'Adige dalle Alpi Tridentine e il Togisono dall'agro di Padova.»

Insomma un canale di straripamento poi risultato attivo almeno fino al XI secolo seguendo la storia; chiamato poi Pilistrina, che con la nascita del Veneto divenne Pelestrina.

Comunque il sito, già abitato da popolazioni venetiche di pescatori, si arricchì di abitanti in seguito alla discesa dei Longobardi in Italia (568) che provocarono la fuga dei cittadini di Monselice, l'antico Mons Felix, verso Ebòlas (Albiola), località in prossimità di Portosecco (citata in un documento del 840) che si trovava nei pressi della foce del Brenta o Medoacus Minor. La foce divideva in due il lido di Albiola a nord e Pellestrina a sud che in seguito all'interramento della Porto di Albiola, da allora denominato Portosecco, s'unirono nell'attuale Lido di Pellestrina. Il toponimo Albiola cadde nell'oblio in favore di quello attuale, Pellestrina.

Però la storia di Albiola, che nacque grazie all'insediamento di ricche famiglie provenienti dalle città di Verona, Vicenza, Padova, Monselice e Mantova, durò per secoli e fu da subito travagliata poiché entrò nello scontro tra Franchi e l'Impero Romano d'Oriente. I fatti li redasse Giovanni Diacono (940-945 – post 1018), nel suo Chronicon Venetum: dopo l'incoronazione di Carlo Magno a Imperatore del Sacro Romano Impero (800) i Bizantini sostennero - con piena ragione si potrebbe sostenere facilmente - di essere gli unici eredi di Roma; in laguna si formò un partito filo-bizantino con sede a Malamocco al Lido; ma Heraclia (la moderna Eraclea) era filo-franca. Tanto per dare un'idea del livello di guerra civile a cui si era arrivati il figlio e coreggente del doge Giovanni Galbaio, Maurizio, assalì via mare Grado mettendola a ferro e fuoco e poi uccise il patriarca di Grado gettandolo da una torre (802), reo di abbracciare la causa franca. Il Galbaio fu fatto abdicare e gli successe il doge Obelerio che attuò una politica filo-franca. Almeno fino al 806 quando Niceforo I inviò una flotta prima nel 807 (con esito diplomatico positivo) e poi nel 809. Questa volta la missione diplomatica fallì e la flotta decise di ritirarsi lasciando mano libera ai Franchi, che nella persona di Pipino, Re d'Italia e secondogenito di Carlo Magno, mossero verso Malamocco (centro principale allora del distretto bizantino Venetikà) distruggendo Albiola nel 810. Gli abitanti scapparono verso Rialto ma poi i Franchi si ritirarono per il ritorno della flotta dei Bizantini, Pipino infine morì lo stesso anno, e Obelerio - accusato di doppio giochismo - fu imprigionato a Costantinopoli mentre a lui successe il doge Angelo Participazio (811 – 827) che trasferì la sede del governo da Malamocco a Rialto, ritenendola più sicura per il futuro, e fece costruire il primo Palazzo Ducale a San Marco (812).

Il secolo successivo fu la volta degli Ungari, popolazione in arrivo dagli Urali, che dopo una discesa in Italia nord orientale si presentarono a Pellestrina per saccheggiare Venezia. Non è chiaro come ma il giorno di San Pietro o 29 giugno 965, gli Ungari che stavano devastando l'entroterra veneto da tempo, furono fermati nel loro percorso verso Venezia. Da là venne il toponimo commemorativo di Sam Pietro in Volta, dove volta starebbe per volata o fuga degli Ungari (ma forse deriva banalmente da voluta con richiamoa alla morfologia costiera del luogo.

Il litorale di Pellestrina, ormai orfano per sempre del toponimo Albiola, comparve quindi in alcuni documenti del 1170 dove viene descritto un terriotorio con presenza di vigne e orti.

Successivamente l'area di Pellestrina soffrì le conseguenze della Guerra di Chioggia (1378 – 1381) combattuta tra Genovesi e Veneziani che determinò la distruzione totale di Clodia minor, la Sottomarina moderna.
La ricostruzione fu decisa subito con il doge Andrea Contarini (1368 – 1382) che dette mandato al podestà di Chioggia il quale mandò 4 famiglie a ripopolare il centro: i Busetto, i Vianello, i Zennaro e gli Scarpa; famiglie che diedero il loro nome ai 4 sestieri di Pellestrina - in uso oggigiorno con i toponimi di Busetti, Vianelli, Zennari, Scarpa - e che vantano anche un simbolo araldico.

Il Lido di Pellestrina nel Settecento fu al centro di un grande progetto con la costruzione dei famosi Murazzi o Muràssi, una lunga diga in Pietra d'Istria ideata dal cartografo Vincenzo Maria Coronelli (1650 – 1718) - famoso per i suoi globi giunti alla corte francese del Re Sole - e realizzato dalla Repubblica della Serenissima (1744 – 1782) con la direzione dell'architetto e geniale scienziato Bernardino Zendrini (1679 – 1747) per proteggere il lido dall'erosione del mare.

Per favorire la formazione delle spiaggie sono stati costruiti negli ultimi anni barriere frangiflutti perperdicolari ai Murazzi; queste, rompendo le onde, ne riducono la capacità erosiva, favorendo il mantenimento della spiaggia.

Araldica delle famiglie di Pellestrina

Lo stemma di Pellestrina è diviso in 4 a rappresentare le 4 famiglie che la rifondarono nel XIV secolo dopo la Guerra di Chioggia:

– Mano destra bucata per la famiglia Busetto.
– Scala e croce con tre stelle d'oro a sei raggi sovrapposte per la famiglia Vianello.
– Rogo con ceppi ardenti con tre stelle d'oro a sei raggi sovrapposte per la famiglia Zennaro.
– Scarpa marron di profilo con croce d'oro sovrapposta per la famiglia Scarpa.

Collegamenti esterni utili su Pellestrina

Pellestrina Turismo
Festa di San Pietro in Volta
Oasi Lipu Ca' Roman

Salpa verso le altre isole della Laguna di Venezia



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