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Zecca di Venezia

La Zecca di Venezia: la storia, il palazzo e l'architettura, le monete coniate nei secoli, lo zecchino d'oro.
Zecca Venezia
Zecca di Venezia - Piazza San Marco 1, San Marco - Venezia

La Zecca di Venezia si trova in Piazza San Marco nella zona del Molo, compresa tra il Palazzo della Libreria Marciana e i Giardini Reali. Fu costruita su progetto di Jacopo Sansovino tra il 1537 e il 1545 per essere adibita a Zecca di Stato della Serenissima, famosa in tutto il mondo per la produzione dello zecchino d'oro a 24 carati, coniato ininterrottamente dal 1284 alla fine della Serenissima (1797).

Il Palazzo della Zecca è oggi la sede della Libreria Marciana poiché il palazzo della Libreria è diventato una sede espositiva e museale associata al Museo Correr.

Principali Monete coniate dalla Zecca di Venezia

- Denaro: piccola moneta d'argento di circa 20 mm e 1,34-1,82 g. Deriva il suo nome dal denarius romano. Inizialmente coniato alla corte di Carlo Magno dopo tre secoli di inattività delle zecche in seguito alla fine dell'Impero Romano (476 d.C.). A Venezia fu coniato almeno dal 850-880 o forse dai tempi del regno di Ludovico il Pio (810– 840).

- Quartarolo: piccola moneta di 16-17 mm da 0,60-0,78 g col valore di un quarto di denaro. Coniata dal 1192.

- Grosso: coniato dal 1192; del valore di differenti denari,

- Ducato d'argento o Matapan: coniato dal 1193. Era un grosso, ossia una moneta d'argento con valore compreso tra 2 e 12 denari (in questo caso diventava un soldo). Poi per inflazione il grosso assunse Ma nel 1562 ne fu coniato uno da 124 soldi che poi assunse il nome di Ducatone.

- Bianco: piccola moneta di 14 mm da 0,46-0,58 g col valore di mezzo denaro. Coniata dal 1252 circa.

- Doppio Quartarolo: piccola moneta di 18-19 mm da 1,72-2,33 g col valore di 2 quartaroli o mezzo denaro. Coniata dal 1192.

- Ducato d'oro: coniato dal 1284, peso 3,545 grammi e 24 carati ossia 997 millesimi di oro; dal Cinquecento assunse il nome di zecchino.

- Mezzanino: in argento del peso di 1,08-1,15 g e valore 16 denari o mezzo grosso. Coniato dal 1331.

- Soldino: in argento del peso di 0,80-1,02 g e valore di 12 denari. Coniato dal 1331.

- Soldo d'argento: deriva il suo nome dal solidus romano; coniato a partire dal dogato di Francesco Dandolo (1328-1339).

- Quattrino: in lega con basso contenuto d'argento, di 15 mm, 0,60 g e valore di 4 denari. Coniato dal 1423 per la Terraferma.

- Bagattino: in lega a basso contenuto d'argento, di 13 mm, 0,30 g e valore di 1 denaro. Coniato dal 1442. Doppio Bagattino dal 1478.

- Lira Tron: pesava 6,52 grammi d'argento puro al 94,8%, di 28 mm e valeva 20 soldi o 240 denari; coniata dal 1472 sotto il dogado di Nicolò Tron (1471–73).

- Mezza Lira Tron: pesava 3,26 grammi d'argento puro al 94,8%, di 25 mm e valeva 10 soldi o 120 denari; coniata dal 1472 sotto il dogado di Nicolò Tron (1471–73).

- Scudo della Croce: in argento del peso di 31,60 g e valore di 140 soldi. Coniata dal 1595.

- Multiplo: in oro 24 carati, di 46 mm del peso di 33,58 g e valore 10 zecchini. Coniata dal 1700.

- Osella: in oro 24 carati, di 39 mm del peso di 13,85-13,93 g e valore 4 zecchini. Coniata dal 1709.

Spesso una moneta si portava dietro come epigoni i suoi multipli e frazioni come per il Mezzo Scudo della Croce (anche in Quarto e Ottavo) e per i Multipli dello Zecchino che si moltiplicarono fino a un Multiplo di 105 Zecchini, di 367,41 g e 79 mm, corrispondente al valore attuale di € 13.000 circa.

Storia

Il termine zecca è di derivazione araba, sekkah che significa conio (per monete).

La prima zecca di Venezia nacque a ridosso della zona realtina, fulcro dei commerci che si realizzavano in laguna a partire dalla fine dell'Impero Romano (V sec. d.C.). Tuttavia nei secoli la zona di San Marco cominciò ad acquisire una predominanza in campo legislativo ed economico e quindi nel 1277 fu deciso il trasferimento della zecca vicino al centro del potere politico di Palazzo Ducale.

Moneta principale coniata dalla Zecca di Venezia fu lo zecchino. La moneta inizialmente coniata sotto il dogado di Giovanni Dandolo (1280–1288) si chiamava ducato e nacque per editto della Quarantia che il 31 ottobre 1284 stabilì dovesse pesare 3,545 grammi e avere 24 carati ossia 997 millesimi di oro, praticamente il massimo raggiungibile per le capacità dell'epoca. Allo stesso modo il doge e il Minor Consiglio (6 patrizi, uno per ogni sestiere) avevano il potere di definire l'iconografia rappresentata sulla moneta, e questa rimase la stessa per più di 500 anni: sul dritto San Marco offre uno stendardo al doge inginocchiato; lungo l'asta la parola DUX, a fianco di San Marco la dicitura S M VENET(I)", a fianco del doge il suo nome col nome gentilizio. Sul rovescio la figura di Cristo in aureola o mandorla con stelle e la dicitura SIT T XPE DAT Q TU REGIS ISTE DUCAT ossia Sia a te affidato, o Cristo, questo ducato che tu governi.

La moneta veneziana faceva concorrenza al fiorino d'oro, anch'esso a 24 carati e del medesimo peso, che era nato nel 1252 e si coniò fino al 1533.
Presto quindi la moneta veneziana acquisì consenso e mercato anche grazie all'economia marittima della Serenissima che ne garantiva una grande diffusione nel Mediterraneo. Ogni anno la Zecca di Venezia ne coniava circa 2 milioni di esemplari.

Fino al Cinquecento la moneta d'oro di Venezia era conosciuta come ducato, ossia la moneta del doge, ma con il doge Francesco Venier (1554 – 1559) assunse il nome di zecchino, derivato dal suo luogo di produzione, la Zecca.

Anche gli Austriaci, entrati a governare Venezia prima nel gennaio 1798, dopo la firma con i Francesi di Bonaparte del Trattato di Campoformio del 17 ottobre 1797, e poi dopo la Restaurazione dal 1815, non rinunciarono a battere il proprio conio fino al momento dell'annessione di Venezia all'Italia (1866). L'attività della Zecca di Venezia cessò definitivamente nel 1870, dopo quasi sei secoli di attività ininterrotta.

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