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L'Arsenale di Venezia

L'Arsenale di Venezia: le origini, la storia, il complesso architettonico, le maestranze che vi lavoravano, le imbarcazioni che si costruivano.
Arsenale Venezia
Arsenale di Venezia - Sestiere di Castello - Venezia

L'Arsenale di Venezia si trova a Castello, a poche centinaia di metri dal Museo Navale da cui si passa per percorrere il Ponte dell'Arsenal, giusto di fronte all'ingresso monumentale. Questo in realtà fa parte oggi dei possedimenti della Marina Militare e non è accessibile se non in particolari momenti dell'anno; ma se ne può apprezzare l'entrata con il suo interessante apparato monumentale e scultoreo.

Le aree visitabili sono l'Arsenale nord tutto l'anno e l'Arsenale sud durante le aperture delle Biennali d'Arte e di Architettura.

L'Arsenale di Venezia è un vero unicum nel panorama storico e architettonico d'Europa comprendendo 48 ettari di superficie che - unici nella storia marittima europea - hanno conosciuto per secoli una inalterata destinazione d'uso.

Deriva il suo nome dal venez. arzanà  a sua volta derivato dall'arabo dār aş-ṣināa  che significa "casa del mestiere" (inizio sec. XIV). Il termine arabo ha dato luogo anche alla parola italiana darsena.

Storia

La data di fondazione dell'Arsenale di Venezia non è nota. Di certo rimangono testimonianze storiche della sua esistenza.

Una testimonianza celebre arriva da Dante Alighieri (1265 – 1321) nel suo infinito poema La Commedia, poi passata alla storia della letteratura come Divina Commedia.

«Quale nell'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
ché navicar non ponno - in quella vece
chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa
le coste a quel che più vïaggi fece;
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa;
tal, non per foco ma per divin arte,
bollia là giuso una pegola spessa,
che 'nviscava la ripa d'ogne parte.»

- Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXI, vv. 7-18

Ma prima di questi canti dell'Inferno, scritti da Dante poco dopo il 1300, l'Arsenale apparve nei documenti storici attorno al 1220, in una carta che riporta un elenco delle proprietà riconducibili al Vescovo di Castello. Già in questa prima fase l'Arsenale di Venezia presentava più di 20 scali coperti da tezoni, o tettoie, con doppia fila per la discesa in acqua; in questo modo si potevano varare 2 imbarcazioni, cosa rivoluzionaria per la cantieristica dell'epoca.

La mappa della Chronologia Magna di Frate Paolino (1270-1344 testimonia di un piccolo complesso circondato già da mura merlate; al suo interno due file di squeri poste ai lati della Darsena Vecchia la quale era in comunicazione con il Bacino di San Marco attraverso un canale.
Ma l'archeologia dice che l'Arsenale già esisteva nel XII secolo, ossia poco dopo la Prima Crociata (1095 – 1099).

Tra il 1304 e il 1322 fu costruita la Casa del canevo destinata alla produzione di cordami e nel 1325 fu la volta della Darsena Nuova, unita alla Vecchia tramite un canale, il Rio delle Stoppare. La Repubblica acquistò infatti dai frati di San Daniel tutta la sponda meridionale del lago di San Daniele, un vasto bacino che fu dragato in profondità per formare la darsena dell'Arsenale Nuovo.
Sorsero, a causa della sempre maggiore attività delle officine navali, magazzini destinati a stipare pece, sartiame, legnami, cavi, chiodi, ancore e catene. Il legno arrivava all'Arsenale direttamente dalle Dolomiti attraverso una comunicazione fluviale che portava direttamente all'interno della Laguna Nord e da qui verso l'Arsenale.
Pe le corde inoltre i Veneziani stabilirono un sistema di vendita al metro; facendo uscire la fune da un buco nel muro dell'Arsenale vendevano alle navi in transito la metratura esatta richiesta evitando ogni tipo di spreco possibile e offrendo il prodotto a un prezzo di mercato concorrenziale.

Il secolo successivo, nel 1473, la Serenissima acquistò anche la sponda settentrionale del lago di San Daniele che sarà il nuovo muro di confine fino alla costruzione dell'Arsenal Novisssimo alla fine del '400.

L'Arsenale di Venezia deriva il suo nome dal venez. arzanà  a sua volta derivato dall'arabo dār aş-ṣināa che significa "casa del mestiere" (inizio sec. XIV). E certo non è un caso che la parola derivi dall'Islam, perché nel secolo della riforma carolingia (IX sec. d.C.) erano i musulmani a dominare il Mediterraneo; un dominio che durò ininterrotto fino al XI sec. quando, grazie ai movimenti di eserciti e flotte al tempo delle crociate, vi fu un rinascimento tecnico, militare e commerciale che portò l'Europa meridionale a dominare nuovamente il Mediterraneo.

Il trionfo di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia sui mari fu un fatto incontrovertibile e determinò a Venezia un cambiamento sociale immenso per l'epoca; basti pensare che all'Arsenale, nel tempo del suo massimo apogeo produttivo, lavorava quasi 1/10 della popolazione di Venezia. Presto Amalfi perse il potere sui mari a cause dell'arrivo dei Normanni nel Sud Italia e Pisa perse il suo ruolo dopo la disastrosa Battaglia Navale della Meloria (1284) con Genova. Ultimo atto dello scontro marittimo fu la la guerra di Chioggia (1378-1381) dopo la quale Genova andò incontro a un lento declino e riconobbe la supremazia veneziana nel Mediterraneo Orientale. Da quel momento l'Arsenale per secoli fu uno dei cantieri marittimi più importanti del mondo intero.

L'importanza dell'attività navale dell'Arsenale era tale che furono innalzate alte mura a protezione dei lavori dei cantieri, e fu fatto divieto alle abitazioni adiacenti di avere un'altezza maggiore delle mura. Le maestranze che vi lavoravano presero il nome di arsenalotti; questi erano una corporazione di operai che aveva anche compiti militari ed erano per questo soggetti a restrizioni e privilegi singolari durante la Serenissima.

Il posto era ambito poiché erano stipendiati a vita, anche in caso di malattia, e avevano una carica ereditaria; svolgevano funzioni di vigili del fuoco e di guardia armata alle riunioni del Maggior Consiglio, appostandosi nella Loggia del Sansovino e sulla terrazza del primo piano di Palazzo Ducale, e durante le esibizioni marinare del Bucintoro erano i rematori ufficiali della nave da parata del doge. Infine montavano la guardia alla Zecca di Stato e al Tesoro.
Ma in caso di tradimento, o passaggio di segreti pertinenti alle tecniche marinare di costruzione delle galee, potevano essere condannati a morte. Inoltre i dirigenti delle maestranze operaie, svolgendo un ruolo ancora più sensibile per la sicurrezza dello Stato, erano costretti a vivere dentro l'Arsenale con la loro famiglia e non potevano uscire da Venezia senza l'assenso dei patrizi. Questi sorvegliavano tutte le attività tramite una magistratura che prendeva il nome di Eccellentissima Banca, la quale era composta da 3 membri del Senato o Provveditori dell'Arsenale e 3 Patroni, eletti dal Maggior Consiglio, che rimanevano in carica per 32 mesi. I Patroni, con turni di 15 giorni ciascuno, dormivano nell'Arsenale, custodivano le chiavi d'entrata, ispezionavano ogni notte le guardie; una meticolosa cura che svela subito l'importanza che lo Stato conferiva al posto.

Gli arsenalotti si dividevano in marangoni e calafati; i primi erano carpentieri mentre i secondi erano produttori dei remi e responsabili dell'impermeabilizzazione dello scafo. I marangoni erano chiamati al lavoro col suono della marangona. la campana principale del concerto del Campanile di San Marco, che oggi suona ancora a mezzanotte.

A parte le categorie già menzionate in cima alla piramide dirigenziale dell'Arsenale siedeva il Magnifico Ammiraglio; eletto dopo un concorso tra le maestranze più qualificate dei Protomaestri dell'arte, siedeva a fianco del doge durante la cerimonia annuale dello Sposalizio di Venezia col Mare o Sensa sul Bucintoro. Seguivano Capitani, Proti, marangoni, calafati, remeri, taglieri, segatori, alboranti, fabbri, mureri.

Con l'acuirsi del conflitto con i Turchi nel Mediterraneo a partire dal Quattro e Cinquecento - l'Arsenale conobbe anche una maggiore destinazione d'uso bellico per la fabbricazione di cannoni e polvere da sparo. Nel Cinquecento infatti fu la volta della costruzione della polveriera (1539) che fu edificata sulla zona nord-occidentale acquistata dal Convento della Celestia, del completamento di altre 16 tese a nord, dello scavo del Canale delle Galeazze (1564) e del completamento del perimetro di mura merlate con torri di vedetta (1569).

Del resto nel Cinquecento la navigazione nel Mediterraneo orientale e nell'Adriatico si era fatta sempre più rischiosa; erano all'ordine del giorno gli scontri con le flotte turche e la galea era diventata sempre di più un'imbarcazione destinata allo scontro, armata con cannoni e di uno sperone sempre più pronunciato.

Galea di Venezia
Il Seicento vide la nascita di imbarcazioni con propulsione eolica a vela e di grande cabotaggio capaci di trasportare un notevole numero di merci; i galeoni, inventati dagli spagnoli ma subito imitati dagli inglesi e dai francesi, non erano però consoni ai fondali bassi della laguna; Venezia perse in poco tempo la sua egemonia sul mare e a nulla valse la decisione di aumentare i fondali dell'Arsenale per permettere la costruzione di galeoni. Il crepuscolo di Venezia era iniziato e si protrasse per tutto il Settecento. Ma l'Arsenale rimase un luogo interessante per l'economia e l'industria navale anche nell'Ottocento quando furono proposti numerosi progetti di sfruttamento e recupero dell'area. Tuttavia il periodo francese prima, austriaco poi e dell'Italia Unitaria infine, non furono mai siginificativi per una svolta evolutiva della zona dell'Arsenale, che cadde parzialmente in abbandono durante tutto il Novecento.

Il 18 dicembre 2012 con la legge n° 221, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, la proprietà passò per i 2/3 dal Demanio e dalla Marina Militare al Comune di Venezia che lo aprì al pubblico in area nord e lo mise a disposizione della Biennale in area sud. 

Informazioni per la visita

L'Arsenale nord si raggiunge con il vaporetto con le linee 4.1, 4.2, 5.1 e 5.2 e fermata Bacini - Arsenale nord ma anche a piedi dal Campo de La Celestia, percorrendo una passerella panoramica sulla laguna nord lungo il muro dell'Arsenale. L'orario è dal lunedì al venerdi dalle 10.00 alle 17.00.
Sono aperte al pubblico solo alcuni spazi e il piano terra della Tesa 105. Mentre per visitare le altre Tese e la Torre di Porta Nuova si deve venire in concomitanza di eventi particolari.
Quando apre la Biennale d'Arte e la Biennale d'Architettura l'Arsenale nord apre ogni giorno e si raggiunge in vaporetto anche dall'Arsenale sud (Giardino delle Vergini).

L'Arsenale sud si raggiunge con il vaporetto con le linee 4.1, 4.2, 1 e fermata Arsenale o a piedi da Riva degli Schiavoni e dai Giardini. Gli spazi sono aperti solo nei mesi corrispondenti alle aperture della Biennale d'Arte e di Architettura.

Gli spazi di proprietà della Marina Militare non sono aperti al pubblico ma sono visitabili in particolari occasioni. Per visitare questa parte dell'Arsenale è possibile rivolgersi all'Istituto di Studi Militari Marittimi (Maristudi).

Come raggiungere l'Arsenale di Venezia

L'Arsenale sud si raggiunge con il vaporetto con le linee 4.1, 4.2, 1 e fermata Arsenale o a piedi da Riva degli Schiavoni e dai Giardini in pochi minuti.


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