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Padiglione Cileno, Cile alla 59° Biennale di Venezia

Il Padiglione Cileno, Cile alla 59° Biennale d'Arte di Venezia: gli artisti del padiglione, le opere, gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e la sede espositiva.

Padiglion Cileno, Cile  alla 59° Biennale d'Arte 2022 a Venezia
Padiglione Cileno, Cile della 59° Biennale d'Arte - Padiglione Cileno, Arsenale - Venezia

(Foto: © Ugo Carmeni)

Mostra in corso dal 23 aprile al 27 novembre 2022

La 59° Biennale Arte aprirà al pubblico il 23 aprile. Ma il 20, 21 e 22 ci saranno le varie vernici ed eventi collaterali che sempre animano improvvisamente la vita artistica veneziana. La cerimonia di premiazione avverrà il giorno dell'apertura al pubblico.

Il titolo dell'edizione 59 della Biennale d'Arte è Il Latte dei sogni.

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Padiglione Cileno, Cile alla 59° Biennale D'Arte di Venezia

Titolo della mostra al Padiglione Cileno è Turba Tol Hol-Hol Tol.

Artisti: Ariel Bustamante, Carla Macchiavello, Dominga Sotomayor, Alfredo Thiermann.
Curatori: Camila Marambio.
Commissari: Ministero delle Culture, Arti e Patrimonio - Governo del Cile. 
Sede: Padiglione Cileno, Arsenale - Venezia

Comunicato Stampa del Padiglione Cileno alla 59° Biennale di Venezia

Il Ministero delle Culture, delle Arti e del Patrimonio e il Ministero degli Affari Esteri del Governo del Cile presentano Turba Tol Hol-Hol Tol alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia.
Si tratta di un progetto collettivo che, in questo periodo di crisi climatica, cerca un percorso sperimentale verso la conservazione e la visibilità delle torbiere, l’ecosistema naturale più efficiente nell’accumulazione del carbonio presente nell’atmosfera e, tuttavia, uno dei meno studiati.
Il padiglione è curato da Camila Marambio, il cui lavoro tra arte, scienza e conoscenze tradizionali promuove la ricerca e la transizione ecologica a partire dalle scienze umane per l’ambiente. Il progetto contribuisce al tema centrale della Biennale Arte 2022, “Il latte dei sogni”, con una ricerca sulle torbiere della Patagonia e con una pratica transdisciplinare che ne preserva l’integrità.

"Hol-Hol Tol” significa “cuore delle torbiere” nella lingua dei Selk'nam, una delle popolazioni indigene della Terra del Fuoco, in Patagonia. Il progetto curatoriale mira a dare visibilità a questi importanti ecosistemi nel contesto del cambiamento climatico con un processo di risanamento basato sull’unione di scienza, immaginazione e conoscenze tradizionali. La mostra propone un’immersione nell’esperienza materiale e ancestrale delle torbiere con un’installazione multisensoriale.
L’installazione mette in risalto un’estetica della conservazione e l’arte come veicolo di impegni concreti per il progresso dell’azione ecologica. Turba Tol Hol-Hol Tol mette insieme un team multidisciplinare di creativi cileni: l’artista visiva Ariel Bustamante, la storica dell’arte Carla Macchiavello, la cineasta Dominga Sotomayor e l’architetto Alfredo Thiermann.
A questi artisti si uniscono come co-autori del progetto l’ecologa Bárbara Saavedra esperta di biodiversità, la scrittrice Selk'nam Hema'ny Molina e il produttore culturale Juan Pablo Vergara, e molti altri: Rosario Ureta (design), Mateo Zlatar (web design), Carola del Río (sviluppo web), Freja Carmichael, Caitlin Franzmann, Christy Gast, Randi Nygård, Renee Rossini, Karolin Tampere, Agustine Zegers, Simon Daniel Tegnander Wenzel (fragranza), Sebastián Cruz (museografia), Nicolás Arze e Christy Gast (direzione artistica), Benjamín Echazarreta (direzione fotografica), Isabel Torres (voce dei mormorii o Rumor), Constanza Güell (catalogo), Fernanda Olivares (guida Selk’nam), Nicole Püschel (cambiamento climatico e biodiversità), Antonia Peón-Veiga (illuminazione), Susanne Abel, Matthias Krebs, Jan Peters (Sphagnum Lab) e Alessandra Dal Mos (produzione Italia).

Il popolo Selk’nam ha abitato la Terra del Fuoco e ha vissuto con le torbiere del suo territorio ancestrale per 8000 anni, fino all’arrivo dei coloni responsabili del suo genocidio. La storia ufficiale insiste nel sostenere che il popolo Selk’nam sia ormai estinto, ma oggi la comunità Selk’nam rinnega questa narrazione in un movimento per essere riconosciuta come cultura viva con una lingua tutta sua.

La Fondazione Culturale Selk'nam Hach Saye è parte integrante del processo creativo di Turba Tol, mostrandoci che i loro diritti e quelli delle torbiere sono interdipendenti, e che questi ecosistemi devono essere riconosciuti come un organismo vivente. Al di là del Cile, la storia culturale mostra che le torbiere di tutto il mondo assumono un ruolo fondamentale nelle culture indigene e in altre tradizioni ancestrali, e pertanto hanno urgente bisogno di essere valorizzate come bacino di ricordi. In un pianeta sempre più caldo e secco, questi terreni naturalmente umidi sono in pericolo. La loro salvaguardia è intrinsecamente legata al benessere futuro dell’umanità, dell’equilibrio mondiale e, in Patagonia, anche al rafforzamento del popolo Selk’nam.

Le torbiere svolgono un ruolo cruciale nella regolazione del clima globale. Assorbono più carbonio dei boschi, una capacità che fa guadagnare a questi terreni naturalmente umidi un posto tra gli ecosistemi più preziosi del Pianeta. Le torbiere sono esposte a gravi minacce: l’estrazione mineraria, gli incendi, la raccolta del muschio di torba, e la bonifica finalizzata allo sviluppo. Inoltre, una volta bonificate e distrutte, da pozzi di assorbimento di carbonio si trasformano in fonti di emissioni di gas a effetto serra. Questi terreni naturalmente umidi ci sfidano a creare una nuova estetica torbida e multivocale che riconosca le storie delle torbiere della Patagonia, sottolineandone il ruolo come bastione del Cono Sud contro il cambiamento climatico.

Turba Tol Hol-Hol Tol nasce dalla ricerca del collettivo Ensayos, in stretta collaborazione con la Wildlife Conservation Society del Cile, il Parco di Karukinka della Terra del Fuoco e la Fondazione Culturale Selk'nam Hach Saye. Il sito web del progetto (www.turbatol.org) è strutturato come piattaforma dinamica di arte e scienze per le torbiere di tutte le parti del mondo. Sarà uno strumento per avvicinarsi al Padiglione del Cile e fungerà anche da programma di divulgazione sul tema della salvaguardia delle torbiere della Patagonia, e non solo. La sua durata nel tempo si costruisce attraverso diverse istanze che comprendono un convegno, un libro e il lancio globale dell’Iniziativa “Turberas de la Patagonia”.

Con un’impostazione internazionale, il convegno mira a creare una coscienza globale dell’importanza delle torbiere tramite la firma di un accordo (The Venice Agreement) tra esperti di salvaguardia ecologica, politiche pubbliche e arti ambientali il 2 giugno, giornata internazionale delle torbiere. Il libro sarà un compendio di pensiero eco-culturale di autrici latino-americane, che unisce voci che richiamano l’attenzione sulle lotte, sui costumi e sulle esperienze di conservazione del sud. Approfittando della visibilità delle torbiere a Venezia, l’Iniziativa “Turberas de la Patagonia” riprenderà il lavoro sul campo di Turba Tol mantenendo la rete di attori locali che proteggono la biodiversità di questi ecosistemi. Quando si formerà una coscienza internazionale della loro importanza per la mitigazione del cambiamento climatico e per la regolazione dei cicli idrologici, le torbiere e i loro popoli potranno continuare a respirare.

Informazioni utili per la visita

Orari: dal 23 aprile al 25 settembre dalle 11 alle 19. Dal 27 settembre al 27 novembre dalle 10 alle 18. Solo Arsenale fino al 25 settembre: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20 (ultimo ingresso: 19.45). Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 5 settembre, 19 settembre, 31 ottobre, 21 novembre)
Biglietti: si invita a visitare il sito ufficiale. Biglietto intero in rete € 25.
Telefono: +39.041.5218711; fax +39.041.5218704
E-mail: aav@labiennale.org
Sito web: Biennale di Venezia


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