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Padiglione Arabia Saudita alla 59° Biennale di Venezia

Il Padiglione dell'Arabia Saudita alla 59° Biennale d'Arte di Venezia: gli artisti del padiglione, le opere, gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e la sede espositiva.

Padiglione Arabia Saudita Biennale d'Arte 2022 a Venezia
Padiglione Arabia Saudita della 59° Biennale d'Arte - Padiglione Arabia Saudita, Artiglierie dell'Arsenale, Castello - Venezia

Foto: Muhannad Shono, Impressione d’artista, 2022. Courtesy l’Artista. © Muhannad Shono

Mostra in corso dal 23 aprile al 27 novembre 2022

La 59° Biennale Arte aprirà al pubblico il 23 aprile. Ma il 20, 21 e 22 ci saranno le varie vernici ed eventi collaterali che sempre animano improvvisamente la vita artistica veneziana. La cerimonia di premiazione avverrà il giorno dell'apertura al pubblico.

Il titolo dell'edizione 59 della Biennale d'Arte è Il Latte dei Sogni.

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Padiglione Arabia Saudita alla 59° Biennale D'Arte di Venezia

Titolo della mostra al Padiglione Arabia Saudita è The Teaching Tree| L’albero dell’apprendimento.

Artists: Muhannad Shono.
Curatori
: Reem Fadda.
Sede: Padiglione Arabia Saudita, Artiglierie - Venezia

Comunicato Stampa del Padiglione Arabia Saudita alla 59° Biennale di Venezia

L’artista multidisciplinare Muhannad Shono è stato scelto per rappresentare l’Arabia Saudita alla Biennale Arte 2022 di Venezia. Curata da Reem Fadda e dall'assistente curatrice Rotana Shaker, The Teaching Tree è una grande e ambiziosa installazione che esplora i temi della creazione, della rigenerazione, della natura e della mitologia.

Sostenuta dalla Visual Arts Commission, una delle 11 commissioni settoriali patrocinate dal Ministero della Cultura dell'Arabia Saudita, l’installazione sarà esposta all’Arsenale-Sale d’Armi dal 23 Aprile al 27 Novembre 2022.

La fiorente scena dell’arte contemporanea saudita si afferma a livello mondiale e Shono rappresenta una delle voci più convincenti della nuova generazione di artisti emergenti della regione.

The Teaching Tree è una grande struttura organica, lunga 40 metri e costituita da fronde di palma dipinte di nero e animate da componenti pneumatiche. Questa forma enigmatica riempie l’intero padiglione, incarnando la ricerca artistica di Shono sulla linea nonché il potere creativo e distruttivo di quest’ultima. Attraverso di essa, egli esplora i concetti di resilienza e rigenerazione, tanto nel mondo della natura quanto in quello dell'immaginazione umana. La pratica di Shono si pone in contrasto coi limiti delle narrazioni univoche, mettendo invece in discussione le verità, le ontologie e i concetti elementari alla base della vita umana. Indagando la linea tracciata e l’identità di chi la traccia, Shono si interroga sull’impatto della scrittura e la nascita del pensiero, così come i loro rispettivi potenziali. Per Shono, impiegare la linea o lasciare una traccia costituisce un vero e proprio atto di potenza creativa. The Teaching Tree si basa pertanto sui concetti centrali della sua pratica, indagando la sua storia, la tradizione, la mitologia e il mondo naturale.

I racconti intorno alla figura di Al Khidr hanno a loro volta avuto una profonda influenza sulla vita personale e creativa di Shono. Composto di materia vegetale, tutti sapevano che ovunque si fosse seduto quest’uomo sarebbe fiorito un giardino, simbolo di rinascita, rigenerazione e guarigione. The Teaching Tree allude a 'madre natura' e la sua speranza di rinascita di fronte ai segnali lanciati dalle lotte ambientaliste del passato e del futuro.

Nel commentare la sua opera, Shono ha dichiarato: "Il mio lavoro incarna lo spirito incontenibile dell'espressione creativa; il potere dell'immaginazione che cresce a dispetto di ogni limite del possibile, facendo così prova di resilienza. È la resilienza che ci insegna la natura, nei suoi continui cicli di morte e ricrescita, come per gli alberi nutriti dalle ceneri degli incendi."

La curatrice, Reem Fadda, ha aggiunto: “The Teaching Tree fa riferimento alla linea tracciata, che qui incapsula una moltitudine di dimensioni. Questo oggetto diventa un emblema dicotomico degli immaginari rappresentati, della parola scritta e dei segni incisi, permettendo di riflettere sugli effetti irreversibili che essi hanno sulla storia.”

Il Padiglione Saudita si allinea al tema generale della 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, The Milk of Dreams. Tratto dal titolo del libro di favole dell’artista surrealista Leonora Carrington, The Milk of Dreams descrive un mondo immaginario magico, dove ognuno può cambiare, trasformarsi, diventare qualcosa o qualcun altro. In effetti, il lavoro di Shono guarda anche alle possibilità illimitate dell'immaginazione umana e dell'umanità stessa.

Informazioni sull’artista

Muhannad Shono (nato nel 1977 a Riyadh, Arabia Saudita) è un artista visivo multidisciplinare che vive a Riyadh, laureatosi in architettura alla King Fahad University of Petroleum and Minerals, a Dhahran. Il suo lavoro è stato esposto in diverse mostre personali all’Athr Gallery e al Saudi Art Council di Jeddah, al Künstlerhaus Bethanien di Berlino e al King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra), Dhahran, in Arabia Saudita. Shono ha partecipato anche a numerose esposizioni collettive, come ad esempio a La Biennale di Diriyah, Riyadh (2022), la Kunstverein Wolfsburg, Germania (2019), il British Museum, Londra (2018), il MACBA, Barcellona (2018), la Haus der Kulturen der Welt, Berlino (2017), e al LAND, Toronto (2017). Egli ha inoltre preso parte a residenze artistiche alla Künstlerhaus Bethanien di Berlino (2017-2018), all’Artist in Labs di Zurigo (2017), e alla Kunstresidenz di Bad Gastein (2017). 

Shono è stato incaricato di produrre installazioni e sculture su larga scala dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita (2020), dal Misk Art Institute (2020), da Desert X Al Ula (2020), dal Saudi Art Council di Jeddah (2020), dal GAM Sculpture Garden di Torino, in Italia (2019) e dal Ithra di Dhahran, Arabia Saudita (2019). Il suo lavoro è stato acquisito da molti musei ed enti pubblici come il British Museum (Londra, Regno Unito), la Art Jameel Foundation (Dubai, Emirati Arabi Uniti), il Green Box Museum (Amsterdam, Paesi Bassi), e il Ministero della Cultura saudita.

Informazioni sulla curatrice

Reem Fadda è una curatrice e storica dell’arte. Dal 2010 al 2016, Fadda ha lavorato al Guggenheim Museum come curatrice associata per l’arte del Medio Oriente con l’Abu Dhabi Project. Fadda è stata direttrice della Palestinian Association for Contemporary Art (PACA) di Ramallah dal 2005 al 2007, oltre che rettrice dell’International Academy of Art. Ha curato molte mostre internazionali e biennali, tra cui “Jerusalem Lives” (Tahya Al Quds) al Palestinian Museum di Birzeit (2017), "Not New Now" alla sesta edizione della Biennale di Marrakech (2016), e al padiglione degli Emirati Arabi Uniti alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2013). Grazie ai suoi successi lavorativi, nel 2017 Fadda ha ricevuto l’ottavo Walter Hopps Award per curatori ed è stata Fellow 2019 dei Young Global Leaders del World Economic Forum. Fadda è inoltre direttrice della Cultural Foundation di Abu Dhabi.

Informazioni sull’assistente curatrice

Rotana Shaker è una curatrice attualmente residente a Jeddah. Ha conseguito la laurea in psicologia e storia dell’arte alla Tufts University e un master in arte moderna e contemporanea alla Columbia University. È stata Curatorial Fellow per MODA 2020 alla Wallach Art Gallery dove ha curato la mostra “A Bottomless Silence”. Successivamente è stata curatrice presso Punk Orientalism, lavorando al fianco della curatrice Sara Raza. Attualmente, Rotana è assistente curatrice presso Art Jameel, situata a Hayy Jameel, a Jeddah.

Informazioni sulla commissione

La Visual Arts Commission è una delle 11 commissioni settoriali patrocinate dal Ministero della Cultura. Fondata nel 2020, guida lo sviluppo del settore delle arti visive in Arabia Saudita. La Commissione lavora per coltivare il talento degli appassionati d’arte, degli esordienti e dei professionisti del Regno, oltre a supportare la produzione e la divulgazione dell’arte in tutte le sue forme, a livello locale e internazionale.

Il Ministero della Cultura sta guidando una trasformazione culturale finalizzata a sviluppare un ricco ecosistema che alimenti la creatività, liberando il potenziale economico del settore e scatenando nuove e stimolanti forme di espressione. Come parte di questi sforzi, il Ministero della Cultura sta cercando di potenziare la presenza del patrimonio e della cultura saudita negli eventi nazionali e internazionali che prevedono la partecipazione del Paese, permettendo al pubblico dei visitatori di fare esperienza della ricca e varia cultura del Regno, così da preservare il patrimonio saudita per le generazioni a venire.

Informazioni utili per la visita

Orari: dal 23 aprile al 25 settembre dalle 11 alle 19. Dal 27 settembre al 27 novembre dalle 10 alle 18. Solo Arsenale fino al 25 settembre: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20 (ultimo ingresso: 19.45). Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 5 settembre, 19 settembre, 31 ottobre, 21 novembre)
Biglietti: si invita a visitare il sito ufficiale. Biglietto intero in rete € 25.
Telefono: +39.041.5218711; fax +39.041.5218704
E-mail: aav@labiennale.org
Sito web: Biennale di Venezia


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