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La fuga dai Piombi di Giacomo Casanova

Il racconto della fuga dalle Prigioni dei Piombi di Venezia: la storia, i ritratti di Giacomo Casanova.
Fuga dai Piombi di Giacomo Casanova a Venezia
La fuga di Casanova dai Piombi

Giacomo Casanova (1725–1798), letterato e antonomasia del seduttore libertino, fu incarcerato dalla Serenissima nella notte tra il 25 e il 26 luglio del 1755 per reati connessi al disprezzo della religione, al libertinaggio e al raggiro di alcuni membri della classe patrizia. A questi capi d'imputazione si aggiungeva l'appartenenza alla massoneria facendo di Casanova un individuo pericoloso per la società veneziana.

Casanova tuttavia, contrariamente a quanto si crede, non fu incarcerato nelle Prigioni Nove ma nei vecchi Piombi, ossia nel sottotetto di Palazzo Ducale. La sua fuga fu messa in atto nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 1756, passando in un foro nel soffitto della cella fatto dal frate Marino Balbi (suo compagno di fuga) raggiunse il tetto per poi rientrare nel palazzo attraverso un abbaino per poi scendere ai piani inferiori. Qui fu notato da un addetto al palazzo che lo scambiò per un visitatore e lo condusse alla porta d'uscita da cui i due si defilarono in gondola e immediatamente abbandonarono Venezia.

Della fuga di Casanova la fonte più attendibile è lui stesso poiché registrò minuziosamente ogni spostamento nelle sue memorie Histoire de ma vie: si sa quindi che da Venezia arrivarono in gondola a Mestre e poi in carrozza a Treviso, Feltre, Pergine, Trento, Bolzano dove arriva il 7 novembre. Qui, aiutato dal banchiere Menz, poté raggiungere Monaco di Baviera - dove i due fuggiaschi si separarono - e poi proseguire verso Augusta, Strasburgo e infine Parigi dove la fuga terminò il 5 gennaio 1757.

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